È rassicurante pensarlo.
Doverosa Nota
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.
Volete divertirvi con noi?
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sabato 7 febbraio 2015
Tired
È rassicurante pensarlo.
mercoledì 28 gennaio 2015
Bellezza
giovedì 11 dicembre 2014
At Last
Alana si è allontanata prima degli altri ospiti dalla chiesa, prendendo un taxi con il denaro gentilmente offerto dagli sposi (?) per il lavoro di stasera, in modo da arrivare prima degli altri alla villa. Non che ci fosse molto da preparare, ma sapete come sono fatti gli artisti, devono studiare l'energia del posto prima di fare quello che fanno di solito e ovunque, devono tirarsela un po'. Adesso, nonostante il brusio allegro degli invitati che prendono posto nella sede dei festeggiamenti per il matrimonio, si avvicina al microfono camminando sul piccolo palco semicircoare addossato alla parete principale della grande sala. Tossicchia scostando la testa dal microfono, tanto per non far sentire a tutti quant'è brava a schiarirsi la voce. Poi riavvicina le labbra al gelato metallico, con un semplice e diretto « Salve ». La sua voce è piatta, lo sappiamo un po' tutti, ma il suo viso è carico di espressività: un velo di emozione, di trepidazione le riempie tutta la faccia. Si è rinfrescata il trucco in taxi e non ha più la giacca addosso, di modo che tutti ora possano ammirare il panneggio color melone e dorato che ha scelto per festeggiare l'unione di Brianna e Nathaniel. «Innanzitutto, benvenuti gli sposi. Sono onorata che abbiate scelto me per onorare il vostro amore. Vi auguro tutta la felicità di questo mondo. E che possa bagnare un po' anche tutti noi, che vi viviamo accanto. » accompagna l'introduzione con un sorriso che non scopra i denti - sia mai- e gli occhi lucidi. Guarda i musicisti disposti tutt'intorno a lei, vicini e compatti, per cercare l'intesa iniziale. E uno. E due. E tre.
«AAAAAT LLLAAAAAAAAST. My looove as come alooone. My lonely days are over. » sapete tutti come andrà a finire. Tutti l'abbiamo cantata almeno una volta nella vita, l'abbiamo sentita nella scena cruciale di un film d'amore e abbiamo sognato che suonasse per noi. Stasera, tutto questo è dei nostri fortunati sposini. «AND LIFE IS LLLLIIIIIKE A SOONG» Alana - che quando lavora è solo Miss Smith - sorride e guarda il pubblico dritto in faccia, facendo qualche passo in mezzo ai suoi colleghi. «THE SKYES ABOVE ARE BLUE. My heart was wrapped up in clover THE NIIIIGHT I looked at you...» questo pezzo è quello più emozionato, da parte sua, grazie al gioco di società di ieri sera. Ma continua, passeggiando lentamente fra i musicisti e scendendo, meno goffamente di quanto ci aspettassimo, dal palchetto, per camminare in emzzo ai tavoli - più specificamente, verso proprio Brianna e Nathaniel. E stavolta non importa gli occhi di chi diventino come, lei non si distrarrà. «I found a THRIIIILL to press my cheeck to. A thrill that IIIIII have never known... oooh yeah.» li guarderebbe tutti e due, allontanando dal busto il braccio che non tiene il microfono. Sarà finita sicuramente al centro dell'attenzione, ma con la musica non le importa poi tanto. Anzi. «And then the spell was cast. And here we are in.. hheavenn » sospira piano, annuendo in un muto "amen sorella" comunicato ad Etta James attraverso il Velo -fatecela passare. Adesso si allontana di un paio di passi all'indietro, abbassando busto e testa come in una riverenza ai due innamorati: «For.. YOU ARE MIIIIIINE. AT LAAAAAAAAASTTTT ». Qualche attimo di silenzio, per riprendere fiato e raddrizzare la schiena, simulando un applauso con l'lamico metallico. « Un applauso a questa magnifica coppia! » incita la folla, per quanto il suo timbro nel parlato le permetta. Tranquilli, i vostri soldi non sono andati sprecati: per nostra fortuna, è un timbro completamente diverso dal cantato.
Brianna trascina Nathaniel in pista, non importa quanto le costi e se debba strapparlo ai parenti, ai brindisi, al cibo, ai regali. Le luci si abbassano, accarezzano Alana che intona quella canzone che ha richiesto espressamente per il suo primo ballo come signora Hunt. «Ricordi?» mormora con voce morbida, bassa, cercando di avvicinarsi al suo orecchio: «Mi hai invitata a ballare, in strada. Sentivamo appena la musica e io non credevo che qualcuno avrebbe voluto danzare con me, in un locale jazz.» sorride, commossa e felice. È stanca dalla lunga giornata. Lascia che le note scivolino fra loro, ascolta il canto di Alana, a tratti strofina la punta del naso contro il collo di Nathaniel. «Eravamo felici, quella sera. Lo saremo ancora e ancora.» sembra volerlo rassicurare o promettergli un'esistenza più serena di quanto sia stata, poserebbe la mano sinistra sulla sua spalla. La Ethevyn è pure incinta, perciò si trova squassata da un turbine emotivo, al languido sentimento che l'avvolge, si aggiungono le visioni dei mesi trascorsi accanto a Nathaniel, vanno a ritroso sino ad raggiungere Alfred, Rebecca, Malcom, tutti i cari che non può abbracciare o sentire, che continua ad amare. Un gelo innaturale non distante dal palco le suggerisce qualcosa, ma lei prosegue a ballare, ad ascoltare la musica anche se i due Skulls sono arrivati: Alfred con i capelli color paglia, il volto ossuto è un teschio bianco e nero, morto di cancro è magro, nervoso con una maglietta che mostra dei tatuaggi alle braccia, stira un sorriso a Nathaniel; non una smorfia dolente, un vero sorriso breve, leggero ma sincero; lei è avvolta in una veste da camera bianco, una donna anziana dai capelli d'argento raccolti alla nuca, il teschio smorza appena la sua bellezza mantenuta nella vecchiaia, ha le mani strette al cuore, sembra stia piangendo, anche lei sorride. Svaniscono sulle ultime note, senza disturbare, senza turbare, senza messaggi, testimoni di quel momento di felicità. Brianna, ignara, applaudirà Alana, la abbraccerà, la ringrazierà per far proseguire l'intrattenimento previsto. #marysuemodeon. #somanyfeels
Nathaniel, in effetti viene strappato all'affetto dei parenti e amici, per essere trascinato via, giustamente, da quella nuova famiglia, costituita da Brianna e colui o colei che porta in grembo. Non è mai stato un individuo che ama mettersi in mostra, essere al centro dell'attenzione e tutta quella giornata, sembra metterlo decisamente alla prova, per quanto al momento ci sia solo la rilassatezza dopo la cerimonia e l'abbraccio di coloro che sono venuti a festeggiare quell'evento con loro. Quello è, tuttavia, un momento solo della coppia, uno dei più intimi della giornata e ovviamente gustabili anche dagli invitati. Accetta di buon grado, senza sbuffi, senza arrossire, di andare a ballare con la sua controparte femminile, poggiandole dolcemente una mano sul fianco più tondetto, data la gravidanza e l'altra a cercare la sua mano, un po' come ha fatto, innumerevoli volte, durante la cerimonia. Per quanto ci sia il desiderio inaspettato di buttare ai rovi la cravatta, per il momento la cosa risulta sopportabile, perdendosi inevitabilmente in quel groviglio di emozioni che si intensificano, ora che è solo con lei, per quanto lo si possa essere in mezzo ad un ricevimento. C'è solo lei comunque, nessun altro. Si piega quel tanto che basta per appoggiare la guancia contro la sua, danzando esattamente come ha fatto quella prima sera, quel loro primo appuntamento, seguendo le note e la meravigliosa voce di Alana. «Io sono felice anche questa sera, anzi lo sono di più. Cosa potrei desiderare di più dalla vita, se non averti qui con me, nonostante le gioie e i dolori. Le vincite e le sconfitte?» glielo sussurra all'orecchio, muovendosi ancora, lentamente, senza per altro calpestarle i piedi, cosa più unica che rara. «E quella sera avevo paura, esattamente come questa.» replica ancora,c on voce bassa: «Una paura diversa. A quel tempo dell'ignoto, che tu non mi volessi. Ora di essere un degno marito per te, nonostante la mia rabbia di questi giorni.» un piccolo bacio, non troppo casto, tra spalla e mascella, fino a risalire ancora al suo orecchio, bisbigliandole, in stereofonia con il cantato di Alana, un pezzo della canzone, pur senza intonarla, ma solo recitandogliela. «Ho trovato un sogno a cui potevo parlare, un sogno che posso chiamare mio, ho trovato un brivido contro il quale premere la mia guancia.» e così dicendo, nuovamente sfiora la sua pelle con un bacio, sulla guancia questa volta, respirandole addosso: «Un brivido che non ho mai provato prima.»
The Royal Wedding II
Nathaniel, prima ancora dell'ingresso della sposa, lo sguardo dello sposo si adagia sui volti dei presenti, conosciuti o meno che siano, lampi fuggevoli o meno che siano. È un muto ringraziamento che rivolge ad ognuno di loro, abbracciandoli seppure con gli occhi in una stretta amorevole, commossa, come testimonia anche il continuo deglutire. Lo sguardo indugia ancora sui membri della propria famiglia, acquisiti o meno per poi spostarsi dalla parte della sposa e indugiare un po' più a lungo su Haniel, piegando appena il capo come in segno di ringraziamento, a lui riservato.
«No, niente fuga ma metti un piede sullo strascico della sposa se è lei a tentarla.» biascica verso il testimone, occhieggiando anche la figlia come a dirle di dar man forte, per quanto è quasi certo che non ce ne sia bisogno. Quando la musica muta, cioè quando si dà l'avvio al matrimonio vero e proprio con la marcia nuziale, seppure c'era stato un lieve quietarsi, ora scompare completamente, tendendosi completamente verso l'ingresso e l'attesa, estenuante, dell'arrivo di Brianna. È quando finalmente la inquadra, bellissima nel suo abito, non può fare a meno di sorridere e, finalmente, rilassarsi. Un sorriso che viene dedicato unicamente a lei, come se a quel punto della giornata, esistesse solo la sua futura sposa. Non cede alla voglia di andarle incontro e strapparla alle braccia amorevoli di Key, attende nervoso il suo arrivo all'altare, di fianco a lui senza mai staccarle gli occhi di dosso. Ed è quando finalmente è giunta nelle sue vicinanze, che si avvicina di qualche passo e ne sfiora, per qualche secondo appena, la mano con la propria. Uno cercare smanioso delle dita contro le dita dell'altra. Una ricerca di contatto che dovrebbe dargli, al di là dell'aura della Ethevyn, la calma di cui ha bisogno, senza minimamente scalfire la felicità del momento. Si fa quindi più attento alle parole di Padre Jorge e, sempre che il contatto sia riuscito, rinunciarci a malincuore per darsi un certo contegno, degno del grande passo che stanno per compiere entrambi, assieme per la vita. Non si dimentica neanche di Key a cui sorride, ringraziandolo semplicemente con un sillabare senza voce, lui che la consegna tra le proprie braccia, in funzione di quel padre che non c'è più. E nonostante tutto, nonostante l'immensa felicità, per qualche momento è andato a cercare tra la piccola folla che si è assiepata nella chiesa, un volto conosciuto, una chioma bionda, che non ha trovato, riservando infine tutta la sua attenzione alla cerimonia e al rito che si apprestano ad officiare.
Madison trattiene una risata alle parole di Nathaniel, abbassando lo sguardo e fissandosi le mani provando a trovare la serietà che dovrebbe mantenere visto che è a portata d'occhio di un prete. E a lei mette un sacco di soggezione il prete. Le pare di avere tutti i peccati stampati addosso a chiare lettere. Prende un paio di respiri profondi, prima di lanciare uno sguardo sornione a Delcan. «Accertati solo che papà non cada giù come una pera cotta. In caso.» si sporge appena sussurrando sempre molto piano. «Pizzicagli dove sai tu.» intende le chiappe, ma ovviamente si guarda bene dal nominarle così sfacciatamente in una chiesa. Si volta quando sente la marcia e sgrana gli occhi fissando meravigliata Brianna. Non c'è niente di più bello. E non solo per l'amore che esprime, ma perché è bella. E sotto sotto, c'è anche tanta invidia. Per quanto dica o faccia, sa di non poter neanche lontanamente uguagliare l'unghia dell'alluce destro della sposa. O in generale, di molte altre donne. Insomma, il papone ha accanto la figlia bruttarella. Sposta lo sguardo, dalla sposa all'accompagnatore, che ha già scorto in precedenza ma che dubita fortemente sia il padre della donna. Sorride contenta e felice, seguendola con lo sguardo quando si accosta al padre e torna a guardare avanti, seguendo distrattamente la cerimonia. Le cose religiose non fanno tanto per lei. L'annoiano in tempo zero. E' il momento che si gusta. Quell'attimo di piena e perfetta felicità che le fa vibrare ogni più piccola corda del proprio cuoricino.
Brianna atraversata la navata, lanciando sguardi riconoscenti agli invitati e sorridendo con affetto a Key, lascia il suo braccio tremante, deglutendo un po' d'aria: «Come sei caro.» bisbiglia tra il serio ed il faceto. Ci sono Fauni, Wakers, Medium nella Chiesa, perciò Brianna avrà dimenticato anche di essere la sposa, le è sufficiente incontrare il viso di Nathaniel per avvertire il cuore sprofondare un abisso fatto di una tensione quasi piacevole, ogni battito confonde la speranza col timore e l'amore che nutre sembra un sentimento tanto vivido da potersi vedere o sentire, come se lo slancio che prova fosse noto al Cielo e agli Inferi, ai presenti, a chiunque viva sulla Terra perché è divenuto un desiderio, violento, incessante quanto la corrente di un fiume in piena, la sua razionalità ne è travolta. Ha un nugolo di parenti, amici, Fratelli, alleati, Faerings. Cercherà di chiacchierare con Key, interessandosi di questo isolamento e del suo umore in generale, ma se lo facesse adesso sarebbe sconveniente, inoltre non pensa. Il cervello elabora immagini, parole, colori, luci ma non riesce a collegarli. In apparenza è bella, felice, perfetta ma le sinapsi si sono spente. Ha il vuoto, fatica ad elaborare quanto sta dicendo il prete, lo scruta con un'espressione vagamente stolida, come una Barbie con i fianchi larghi e i capelli scuri, inclina la testa, sfarfalla le ciglia, stringe i fiori, sino a quando Eveleen non li scippa rudemente, perché non può rimanere col bouquet durante il rito ma la Ethevyn resta qualche secondo con le mani attorno all'aria, salvo poi congiungerle in grembo e poi cercare quella di Nathaniel.
Padre Jorge, per bello aitante e giovane che sia, segue quella che è una formula standard - e standard poiché sacra. Ricordato il battesimo, e innaffiato di acqua santa se stesso, gli sposi e qualche invitato nelle prime file, gli viene consegnato da uno dei diaconi una antica copia del Nuovo Testamento, che apre sul leggio ad una precisa pagina, indicata dal segnalibro in raso porpora. Ai lati del pulpito finiscono le mani; uno sguardo alla stampa che tiene sotto agli occhi, un nuovo respiro profondo, e rieccolo rivolgersi al suo gregge improvvisato con toni carismatici, senza perdere una tranquilla affettuosità di fondo. L'accento spagnolo è sfumato, niente più che un residuo. «Dalla lettera di san Paolo agli Efesini.» E con questo, il permesso di tornare a sedersi è accordato. «Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei. Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama se stesso.» Lasciando il sacerdote alla sua lettura, non dimentichiamo di citare fra i presenti una commossa Helena, ed Anja che si trova ora accanto a Brianna, incoraggiante testimone. «E se vi arrabbiate, attenti a non peccare: la vostra ira sia spenta prima del tramonto del sole.» Così pare concludersi il brano selezionato, a cui Padre Jorge accompagna una breve omelia, incentrata sì su quanto appena recitato, non mancando però di attualizzare e fare riferimenti ai due individui che sorgono di fronte a lui. Ha una dialettica coinvolgente, originale e sensata, frutto degli studi teologici e di una fede che si capisce essere salda e pura. Qualcosa che non tenteremo neppure di riprodurre, per non far torto a nessuno. «Carissimi Nathaniel e Brianna...» Arieccolo; il mento vira in una curva morbida per inquadrare prima l'uno e poi l'altra. «Siete venuti insieme nella casa del Padre perché la vostra decisione di unirvi in matrimonio riceva il suo sigillo e la sua consacrazione, davanti al ministro della Chiesa e davanti alla comunità.» Un bambino, fra le ultime file di panche, spezza il silenzio assorto con un acuto pianto capriccioso, ma è sufficiente un istante prima che il piccolo ribelle ritorni a placarsi, cedendo all'influsso delle aure dei Nephilim sparsi. «Siete stati consacrati mediante il battesimo: ora Cristo vi benedice e vi rafforza con il sacramento nuziale, perché vi amiate l'un l'altro con amore fedele e inesauribile, e assumiate responsabilmente i doveri del matrimonio.» La pomposità dell'ennesima formula liturgica viene spezzata da un sorriso di fraterna complicità, senza che gli occhi scuri cessino di cercare quelli della coppia di innamorati. Il volume della voce si abbassa leggermente, in una sorta di confidenza riservata ai due. «È il momento di scambiarvi le vostre promesse.» Zittendosi conseguentemente per lasciare a loro la scena. Un chierichetto si avvicina, offrendo un microfono wireless che Medium e Ethevyn potranno o meno accettare. Dopotutto, le dimensioni contenute della St. Augustine permettono una buona acustica anche senza bisogno di aiuti particolari.
Brianna abbassa la testa, sorridendo beata al chierichetto. Stringe la presa, riconosce il testo anche se non l'ha letto a catechismo. Le dita tremano, l'empatia non lascia spazio a dubbi di sorta, gli occhi restano a fissare Nathaniel, le labbra si stringono tra loro e si distendono, al bacio sembra trattenere un singulto, ma non piange. «Nei tuoi pensieri tutto il giorno, tu nei miei.» esordisce con un filo di voce limpida, indugia sulle sillabe, come se faticasse a parlare: «Gli uccelli cantano al riparo di un albero. Sopra la preghiera della pioggia, un blu sterminato, non il Paradiso, che non va da nessuna parte, senza fine.» sussurra, spera che Haniel non le scagli un fulmine, non è l'autrice e lei, fra l'altro, mica è scontato che vada in Paradiso: «Perché mai le nostre vite si allontanano da noi stesse, mentre rimaniamo intrappolate nel tempo, in fila verso la morte? Sembra che nulla possa mutare lo schema dei nostri giorni, alterare la rima data da lutto in assonanza con diletto.» deglutisce, i presenti di sesso maschili possono garbatamente grattarsi: «Poi sopraggiunge l’amore come un volo lesto di uccelli dalla Terra al Paradiso dopo la pioggia.» alza gli occhi su Nathaniel: «Un tuo bacio, rievocato, sfila, come fossero perle, questa catena di parole.» respira a fondo: «Cieli immensi ci congiungono, unendo qui a lì. Desiderio e passione nell’aria che pensa.» ha un senso profondo, bellissimo, non immediato, questa poesia e l'ha scelta da ubriaca o forse confidando nella recitazione impeccabile. «Ti sarò sempre accanto, Nathaniel.» aggiunge andando nel panico: «Mio amore, mio respiro, mia gioia, mio compagno e amico, mio sostegno e mio conforto. Se non avrai la forza di andare avanti, io ti sosterrò e quando sbaglierò, saprai guidarmi alla verità e mi insegnerai ancora quanto sia profondo l'amore e naturale il perdono. Tutto ciò che ci ha fatto soffrire, in passato, non abbia spazio nel nostro futuro. Ti dono il mio cuore, ti dono i miei giorni, le mie lacrime, le mie risate, i miei sospiri, il mio dolore e la mia gioia. Accettali, te ne prego.» si schiarisce la gola, l'ultima parte è un'improvvisata. Nata in quel preciso istante.
Freddie : «Okay, magari un vestito più piccolo per evitare di inciamparci sempre... » E' inutile, è presa bene e ha deciso che oggi fa la scema. Tanto che sorride a pieni palmenti quando Alana viene individuata da entrambe, e Jenny (sì), sfregando una mano di Mamma 2 tutte gioiose davanti alla loro bambina. Ma... ahem, appunto il momento è altrui. Quindi la cerimonia va avanti e il viso viene rivolto verso la guancia di Kismet per soffiarvi piano. « Ssss... » Senza esagerare, cerca di rinfrescarla e calmarla durante il boato d'organo, e le appoggia anche una mano sulla spalla. Quindi in realtà questo l'aiuta a focalizzarsi su qualcosa, la protezione della moglie, ed evitare di fare la cogliona guardona in giro: un piccolo passo indietro per i nervi di Kismet, un grande passo per l'intera umanità. Gli occhi tornano sull'altare comunque, attenti allo scambio delle promesse per andare a stringere un po' più il pugno. C'è una certa agitazione positiva che le fa fare una sorta di «Frr » di gola. Come se rivivesse dei momenti successi solo davanti ad altri due occhi, nient'altro, davanti a quattro mura vecchie e una vasca gialla. Ma li rivive, con labbra frementi e il fiato che cerca ancora di dare sollievo alla guancia altrui.
Kismet, sarà l'atmosfera, saranno le auree pacifiche dei Nephilim, che come sempre sembrano prenderti il cuore nel palmo e sussurrargli che tutto, alla fine, andrà bene, ma Kismet sembra seriamente rilassarsi un po' man mano che la cerimonia prosegue. Il petto ammorbidisce il respiro e lo sguardo perde un po' di quella sfumatura tagliente che di solito lo rende inospitale e persino bellicoso. Si stringe un po' di più la fata vicino nel bisogno fisico di contatto, di sentire anche sulla pelle l'amore che sente provenire in ogni dove da questo luogo di culto. La radiosità della sposa, Brianna, attira più di un suo sguardo ed è su di lei che si concentra per lo più. Naturalmente ha colto in tempo il sorriso di Alana, un tempo "semplicemente" amica ora qualcosa di più simile ad una creatura sua e di Freddie in egual misura e questo le ha permesso di sorridere tra sé e sé, intimamente. Ma poi ogni tanto sbircia anche verso Key e magari ha notato quel modo di isolarsi, quella rigidità dello sguardo che si ostina a stare dritto, alto, ma non rivolto alle persone. E allora anche l'ostilità un po' s'allenta in funzione di un sospiro smorzato. Si gira per un altro bacio sulla tempia della moglie. «Io amo mia moglie, dunque amo me stessa.» sussurra verso di lei in risposta alle parole di Padre Jorge. Ovviamente si è alzata e seduta quando il rito l'ha richiesto, svettando col suo metro e novanta di tacchi e gambe lunghe tra le altre teste. E mentre ascolta le parole di Nathaniel, rimane china verso Freddie che le soffia sulla guancia. Lei chiude gli occhi. L'aroma di sangue e resina nelle narici combinato con l'influsso dei Nephilim la fa sentire come ad una mensa ricca e piacevole. A un tratto qualcosa nelle parole del wannabe sposo la fa tornare ad aprire gli occhi e corrugare la fronte. Allora cerca un altro bisbiglio verso Freddie «Sorgente chiusa e fontana sigillata.» ripete a bassissima voce ma intonazione fortemente disturbata «....» ma guarda la sua, di sposa, e il visetto assorto che negli occhi nocciola ha immagini che solo loro due conoscono le fa tornare il sorriso. La mano cerca allora la sua, la sinistra, per sfiorarne la fede all'anulare «....» e le rivolge un altro bisbiglio basso all'orecchio. [Ermes]
Madison, ora che si avvicinano anche gli altri due Nephilim, è come finire dentro la culla della mamma. Oddei non che fosse particolarmente amorevole come mamma, ma in generale. Qualcosa di bello e piacevole, che le fa venire voglia di rannicchiarsi da qualche parte e pisolare per tutto il tempo. Peccato che non può. Si guarda intorno, adocchiando chi più chi meno, prima di tornare ai protagonisti di questa importante cerimonia ancora senza smettere di sorridere. Inspira a fondo prima di guardare Declan e fare la faccina confusa. Per una manciata di secondi, per poi sorridere di nuovo, divertita perché deve far prendere a loro un infarto ora e subito. Si volta per prendere il cuscino dove si trovano le fedi e lo porge a Declan, senza mai toccarle, neanche tema di infettarle o chissà quale strana maledizione possa toccare loro se lei prova a sfiorarle senza permesso. Sarà infine come spetta al testimone tendere le fedi per gli sposini e lo fissa tutta orgogliosa neanche lui stesse dando prova di chissà quale particolare esibizione artistica davanti a tutti. Sorride a Nathaniel e gli fa segno di fare la sua parte, poi mima l'atto di respirare, profondamente. Prima che impanichi e crolli giù come un pero.
Declan muove l'anulare per tre o quattro volte, nell'aria. «Echeca...» la frase mormorata è subito soffocata dal suo rispetto per il sacro loco. Sbuffa, sempre teatrale, neppure fosse il 'Benny Hill Show'. Inizia a cercare nelle tasche dei pantaloni, della giacca, della camicia, se un individuo normale cercherebbe di sostenere psicologicamente l'amico, non scordando una romantica esternazione alla fanciulla del cuore, il nostro è pronto a uscire dalla chiesa per cercare gli anelli a casa. Sorride, perciò, sollevato a Madison. «Non era tanto vago.» finge di confidarle. Prende il cuscino, come un paggetto, lui che è allampanato e solitamente aggraziato come Mister Magooo. «Ho sempre saputo che tu sola, mi avresti salvato.» è una frase seria, detta in un sussurro ma deciso nel tono, cosa intenda non lo specifica, sorride per fare il suo dovere. Si volta, si mette ben dritto, ascolta, in attesa del momento fatidico. «Perché useranno il cuscino?» bofonchia perplesso, rimirandolo con interesse.
Alana, l'aria trasognata s'imperplessisce quando nota Declan, una vecchia e superficiale conoscenza da quando si è immessa in tutta questa storia del sovrannaturale, gesticola in un attimo di panico. Ma ehi, tutto risolto - o così sembra. Quel che è palese è che le parole snocciolate da Nathaniel vengono accolte dalle sue orecchie forte e chiaro. E non può fare a meno di ritrovarsi gli occhi umidi, lucidi, perché anche se è una paesanotta illetterata ha comunque un cuore ed un'intelligenza emotiva di sorta. Di tanto in tanto, butta l'occhio qualche fila più avanti, ma per lo più è focalizzata sugli sposi.
La cerimonia precede come previsto, senza disturbi e colpi di scena. «Alla presenza di Dio e davanti alla Chiesa qui riunita, datevi la mano destra ed esprimete il vostro consenso. Il Signore, inizio e compimento del vostro amore, sia con voi sempre.» E ci si aspetta che tutto continui a filare liscio. Dopo i voti personali e personalizzati, toccherà a Brianna e Nathaniel piegarsi alle formule rituali, quelle che avranno ripassato nei giorni scorsi e che accompagnano il fatidico scambio delle fedi - fortunatamente fatte apparire giusto in tempo, e che Padre Jorge stesso provvederà a benedire. «L'uomo non osi separare ciò che Dio unisce.» Il più è fatto: non mancheranno professioni di fede, cori di 'amen', eucarestia e quant'altro, ma la sostanza è una sola. Nathaniel e Brianna sono ufficialmente, al cospetto di Dio e dei presenti, marito e moglie. Il sacerdote si avvia alla conclusione della cerimonia. « Abbiate benedizione nei figli, conforto dagli amici, vera pace con tutti.» Per gli sposi, dapprima. «E su voi tutti, che avete partecipato a questa liturgia nuziale, scenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.» Altra pioggia scrosciante di 'amen', mentre in sottofondo già riattacca l'organo, questa volta unito ai suoni più agili di un violino e a quelli vibranti di una viola. La musica che si diffonde nell'aria è ancora una volta classica, e si tratta dell'overture de 'Le Nozze di Figaro', opera di Mozart. «Nella Chiesa e nel mondo siate testimoni del dono della vita e dell'amore che avete celebrato. Andate in pace.» Basta, liberi tutti. Invitati e neo sposini, la St. Augustine andrà velocemente svuotandosi in un trambusto di panche ma soprattutto di pance, richiamate dalla prospettiva del cibo.
The Royal Wedding I
E come da tradizione, lo sposo è in attesa della sposa, nei pressi dell'altare. Uno sposo particolarmente ansioso, che non sta sudando sette camice ma sembra avere una gran voglia di agitare le braccia e uscirsene con un urlo liberatorio.
Kismet siede accanto a sua moglie sulla terza panca nel lato dedicato alla sposa e tiene un braccio attorno alle spalle di Alfreda, di cui ogni tanto tocchiccia in modo molesto il pugno chiuso con la mano che invece tiene posata sul proprio grembo, sospirando spesso e volentieri il proprio turbamento. Il posto è saturo dell'Aura Nephilim e questo le permette di stare così vicino alla Faering senza farsi venire i crampi di fame e anche di piegarsi a cercarle la tempia per baci sporadici dati a fior di labbra. E se il primo miracolo è vederla in chiesa, il secondo è vederla vestita da donna. Con un abito corto sagomato sulle sue forme naturali e allenate, blu scuro, privo di spalline. Le lunghe gambe nervose sono accavallate educatamente, fasciate da calze naturali che danno l'impressione abbia gambe nude. Sopra porta un blazer nero monobottone, abbastanza lungo sui fianchi e dal taglio poco accompagnato in vita. Niente spalline, ovviamente ma ugualmente un taglio rigido che ne enfatizzi la forma piena. Ha maniche arrotolate a tre quarti, a metà avambraccio, che lasciano liberi i polsi decorati da quei bracciali di pelle chiara - e parliamo di cicatrici, non di gioielli. Smalto nero alle unghie. L'unico gioiello che porta è infatti un ciondolo di onice nero, rotondo e piatto, montato su una montatura in oro, appeso a una catenella del medesimo materiale, non troppo lunga. È truccata: smoked eye che enfatizzano quel taglio affilato dello sguardo poco rilassato e un po' di phard lungo le gote spigolose. Le labbra rinvigorite un po' da un tocco di rossetto dai toni naturali. Solitamente alta, quando è entrata è svettata sui tacchi delle decolletè "nude" con cui si è mossa senza alcuna difficoltà, anzi, sfoggiando una naturalezza invidiabile e un portamento stranamente femminile pur nella totale sicurezza di sé. Quando la musica comincia, la sua schiena guizza infastidita ma per fortuna porta i tappini nelle orecchie, per altro assurdamente visibili visto che ha i capelli del ciuffo bruno mossi vicino al profilo ma il resto è fermato dietro la testa - anche se il taglio è corto - da forcine invisibili «Sicura.» risponde pure seriamente, la stolta «Non hanno il coro, in questa chiesa. Senti...? Niente coro... Io avrei voluto il coro.» si lagna ma sussurrando verso l'orecchio della moglie «E non pensare cose brutte, loro sentono tutto ciò che provi.» è un po' agitata. Tiene gli occhi verso Jeremy - ovunque egli sia - spesso e volentieri e ogni tanto occhieggia Key: che ci provi a far scattare una rissa, Kismet non vede assolutamente l'ora, anzi. Spesso si muove sul posto, cambiando microscopicamente posizione. E oltre alla luna, anche con la presenza camomillante dei mezzangeli, c'è il rammarico di non essersi sposata. Ma questo ad Alfreda non lo diremo.
Alana, con i capelli stirati che ve dico fermateve. Miss Smith è più professionale che mai, vestita degli abiti di una donna sicura di sé, arrivata proprio dove voleva arrivare, nell'ambiente in cui è sempre voluta restare. La chiesa è un ambiente familiare per lei, che ha rilassato il viso e sciolto le spalle nel varcare l'ingresso. Non ha più tanto l'aspetto del pesce fuor d'acqua, vista così - e come biasimarla. Ha abbassato per qualche secondo le palpebre nel gustare la voce che riecheggia rimbalzando contro le pareti dell'edificio semplice, essenziale, spirituale. E' stato palese il suo attimo di imbarazzo - l'unico - nel decidere in quale schieramento piazzarsi, anche se ha già stabilito dentro di sé di starsene in disparte, quieta. Ha poi optato per andarsi ad accomodare fra le panche destinate agli invitati della sposa, senza l'ingaggio della quale non avrebbe potuto essere qui. Si guarda intorno mentre raggiunge una delle ultime file della metà destra della navata principale, gli occhioni neri truccati con una parvenza più naturale, con colori più tenui, ma pur sempre in una maschera di belletto piuttosto consistente. Di primo acchito, sembrerebbe vestita tutta d'un colore: un lungo cappotto classico color prugna, che ha l'aria di venire da un'altra epoca - appartenuto, in effetti, alla nonna paterna -, un paio di scarpe vellutate e con tacco a spillo, rossetto ed ombretto coordinati, così come lo smalto lucido che lacca le piccole unghie non più rosicchiate. Sorprendentemente, dal ginocchio in giù le gambe sono scoperte - certo, un po' intirizzite dal clima invernale, ma delle gambe di tutto rispetto. Abbiamo detto di primo acchito perché, ora che si sbottona leggermente il cappotto, fra quelle pieghe color prugna ne emergono altre color melone. No, non stiamo scherzando: non c'è atro modo per identificare questa tonalità a metà fra il pesca e il dorato, ma non troviamo nemmeno il motivo di affaticarci a cercare un altro termine. Sul tessuto, di raso ma foderato di diversi strati di lana pesante, ci sono applicazioni dorate che vogliono movimentare ma non eccedere. I capelli, dicevamo, sono stati miracolosamente s t i r a t i - non ci chiedete quanto tempo c'abbia messo, da stamattina - e faticosamente raccolti, nella più amywinehousesca delle acconciature che le abbiamo visto fino ad oggi. E' sola, ma non sembra importarle, inebriata dalle aure Nephilim nonostante i suoi sensi umani siano anche molto meno sviluppati di quando, sotto il dono di Freddie, aveva la possibilità di avvertire distintamente questo genere di cose. Da lontano non riconosce le teste, voltate, della coppia lesbo più amata di New Orleans, ma qualcosa nel profilo spigoloso della donna con i capelli tirati e l'ombretto sfumato le sa di familiare. Che poi oh, ha visto la nuova Kis soltanto una volta, quindi ci sta che non abbia ancora ben presente la sua faccia.
Declan è vicino allo sposo, insolitamente silenzioso, discreto, elegante: viso perfettamente sbarbato, corti capelli bruni accuratamente pettinati, gemelli circolari d'argento ai polsini della camicia di cotone intonsa dal colletto abbottonato. Porta un completo color petrolio di buona fattura, i pantaloni sono ben stirati, la cintura alla vita ha una fibbia argentata sottile, la giacca è chiusa lasciando intravedere la cravatta in seta regimental grigia e azzurra, ha infilato ai piedi scarpe nere, lucide e strette. Gli occhi verdi scrutano qua e là e ci sono più lampi in quella chiesa che in un temporale. Ha sorriso, salutato cortesemente, si è intrattenuto un po' con Madison per quei momenti che in un luogo sacro sono preclusi e con Bonnie per accertarsi stesse bene, altre presentazioni, strette di mano e si trovava accanto a Nathaniel. «Dai, io li distraggo e tu batti la ritirata.» cerca di quietarlo come può, ovvero con l'ironia, pure se idiota. Lo sguardo è più affettuoso di quanto lasci trapelare quel mormorio divertito.
Key non è al cento per cento dal punto di vista del riposo. L'allenamento pomeridiano l'ha fiaccato veramente tanto. Ma fa la sua porca figura all'interno di quel vestito elegante,classico,blu scuro. Si confondono quasi,i colori. Giacca e pantalone che si sposano benissimo,coprendo una camicia chiara ,bianca,ornata da una cravatta color petrolio che va a spezzare quel mare candido sottostante. Maniche della giacca che lasciano intravedere due dita di camicia che si lega ai polsi,stretta abbastanza bene lasciando comunque comodo il Gigante buono di fianco alla sposa. La comunione delle auree del Kholmya e dell'Ethevyn ,unite a quelle già presenti all'interno della Chiesa, è come far detonare una bomba atomica dentro la struttura, solo che l'effetto è un esplosione irradiante benessere, serenità,allegria,fratellanza,armonia. Calore profondo ,puro e avvolgente, per chi è in grado di percepire tanta benevolenza e magnificenza. Il nervosismo leggero che sente internamente è invece qualcosa di avvertibile per pochi,probabilmente i suoi fratelli e sorelle. Ma si tratta di un compito importante,il suo. Accompagnare la sposa è qualcosa che non ha mai fatto e che gli risveglia pensieri che forse non andrebbero toccati proprio adesso. Ma è inevitabile. Un respiro intenso,comunque, serve a provare a metterli da parte, alla ricerca della giusta serenità emotiva per ottemperare al suo onere,nonché onore. Barba curata, viso pulito,fresco,splendente per quanto non sia la sua forma angelica,quella che regala alla gente presente. Offre già il braccio alla sposa di fianco, quando i passi di Key varcano la soglia della Chiesa. Sbatte appena le palpebre avvertendo fin troppe sensazioni differenti, tutte pacifiche fortunatamente. Avanza piano piano, seguendo più il passo di Brianna che dettandone uno proprio. Sfigura,probabilmente,di fianco alla donna. Ma che importa. La MammaNephilim è nettamente più bella e ne è consapevole. Lo sguardo si ferma sull'altare,lì dove vede Nath in attesa. E i testimoni. Non dice nulla. Continua ad avanzare,apparentemente sereno. Sicuramente emozionato e contento,di fondo.
Off = Rendiamoci conto, questa è solo l'entrata in scena.
venerdì 15 agosto 2014
So Many Ways to Be a Family
Cora e Cedric stanno per diventare genitori, hanno scoperto che arriveranno due gemelli e io sono certa che saranno una splendida, armoniosa famiglia.
Al suo Risveglio, Cora sembrava quasi oppressa dal sentimento che nutriva per Helgen mentre adesso, accanto a Cedric si è mostrata sicura di sé, generosa, risoluta e pronta a crescere come donna e come Nephilim, perché soltanto il vero amore può renderci migliori, può donarci la consapevolezza di essere preziosi, può spingerci a superare le nostre paura.
Cora ha finalmente trovato se stessa, grazie all'amore di e per Cedric.
Ho incontrato Daniel, non ho osato indagare sull'attentato al Monumento dello Schiavo Ignoto, penso che al pari di Anja, abbia bisogno di superare una simile esperienza.
Somiglia a un Vyedas che avevo conosciuti a New York, un uomo onesto e pieno di buoni propositi, emotivo, ansioso di avere le risposte quando è problematico porsi le domande e l'esperienza, il contatto con i suoi simili è una cura efficace all'eccessiva smania di agire o di apprendere.
L'agente Jethro Grimes, il Fallen con il nome Umano di Jethro Grimes non sembra altrettanto paziente, ha dimostrato un genuino interesse per quanto è accaduto, ci ha chiesto diverse cose e ho compreso che vi aveva ragionato sopra, che desiderava fare chiarezza.
Al pari di Daniel, il desiderio di Giustizia arde con passione nella sua anima e sicuramente ciò gli fa onore e rischia, al tempo stesso, di fargli compiere gesti avventati.
Ha voluto conoscere il mio vero nome, quasi che Brianna fosse una maschera da calare volto: «Nihael, figlia di Haniel.» ho risposto: «È strano che lo chiediate. È strano che vi importi.» ho aggiunte, forse non meritava la frecciatina o forse ha sgozzato miei fratelli per secoli.
Io non l'ho chiesto, evito di prendere l'argomento con i Fallen, perché non è saggio aprire le ferite da poco rimarginate.
Fa piacere notare che i membri della Schiera partecipino attivamente alla salvaguardia della brava gente di New Orleans.
Ariana e Madison sanno che Nathaniel è il loro padre biologico.
Ci siamo incontrati in una Gelateria, dove Aria non ha ordinato nulla di più sostanzioso dell'acqua e lui ha finalmente preso le redini della situazione, dicendo loro che legame di sangue li univa.
Avevo promesso di essere una testimone esterna, silenziosa, un supporto morale invisibile però ho finito per parlare, forse anche troppo, forse azzardando giudizi, affrettando spiegazioni che non erano adatte alla serata.
Comprendevo lo spaesamento, la sorpresa entrambe ma non con l'Empatia e avvertire la rabbia, la frustrazione di Nathaniel è stato straziante, perché non riuscivo a fare qualcosa di utile; se fossero riusciti a percepire i sentimenti, i significati dei silenzi, se avessero visto gli uni le esistenze degli altri, avrebbero provato affetto, sollievo persino nell'essersi ritrovati, rivelati.
Madison è una ragazza energica, mi ricorda Constance con il suo entusiasmo contagioso, con la sua allegria inscalfibile, talvolta di facciata e la sua dolce esuberanza. Ha ereditato da Nathaniel un profondo senso del dovere, in particolare verso Ariana e possiede la stessa ironia, quella che mi strappa un sorriso anche quando sono nervosa o malinconica.
Madison è estroversa, è comunicativa ed è sensibile quanto Nathaniel, quando Ariana e l'essere ricettivi finisce per esporli alle delusioni, alle frustrazioni, alla repressione dell'emotiva.
Non potranno ignorarsi, non dovranno farlo. Hanno la forza, l'intelligenza, la bontà d'animo necessaria a perdonarsi, a conoscerci, a essere una famiglia.
La strada è in salita, la parte più ripida è alle spalle ma la meta è ancora da raggiungere.