Doverosa Nota

Brianna Berenice Byrne non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.

Volete divertirvi con noi?
Venite qui: Winter's Tale GdR

mercoledì 27 agosto 2014

Far Far Away...

Il Riposo del Guerriero.
 

Arrivati sani e salvi in Belize. Disfati i bagagli. Passeggiato sulla spiaggia. Preparata la cena.
Ho aspettato qualche minuto, prima di svegliarlo. Avrei voluto guardarlo per ore o baciarlo sino a farmi mancare il fiato. 

venerdì 15 agosto 2014

So Many Ways to Be a Family

Cora e Cedric stanno per diventare genitori, hanno scoperto che arriveranno due gemelli e io sono certa che saranno una splendida, armoniosa famiglia.
Al suo Risveglio, Cora sembrava quasi oppressa dal sentimento che nutriva per Helgen mentre adesso, accanto a Cedric si è mostrata sicura di sé, generosa, risoluta e pronta a crescere come donna e come Nephilim, perché soltanto il vero amore può renderci migliori, può donarci la consapevolezza di essere preziosi, può spingerci a superare le nostre paura.
Cora ha finalmente trovato se stessa, grazie all'amore di e per Cedric.
Ho incontrato Daniel, non ho osato indagare sull'attentato al Monumento dello Schiavo Ignoto, penso che al pari di Anja, abbia bisogno di superare una simile esperienza.
Somiglia a un Vyedas che avevo conosciuti a New York, un uomo onesto e pieno di buoni propositi, emotivo, ansioso di avere le risposte quando è problematico porsi le domande e l'esperienza, il contatto con i suoi simili è una cura efficace all'eccessiva smania di agire o di apprendere.
L'agente Jethro Grimes, il Fallen con il nome Umano di Jethro Grimes non sembra altrettanto paziente, ha dimostrato un genuino interesse per quanto è accaduto, ci ha chiesto diverse cose e ho compreso che vi aveva ragionato sopra, che desiderava fare chiarezza.
Al pari di Daniel, il desiderio di Giustizia arde con passione nella sua anima e sicuramente ciò gli fa onore e rischia, al tempo stesso, di fargli compiere gesti avventati.
Ha voluto conoscere il mio vero nome, quasi che Brianna fosse una maschera da calare volto: «Nihael, figlia di Haniel.» ho risposto: «È strano che lo chiediate. È strano che vi importi.» ho aggiunte, forse non meritava la frecciatina o forse ha sgozzato miei fratelli per secoli.
Io non l'ho chiesto, evito di prendere l'argomento con i Fallen, perché non è saggio aprire le ferite da poco rimarginate.
Fa piacere notare che i membri della Schiera partecipino attivamente alla salvaguardia della brava gente di New Orleans.
Ariana e Madison sanno che Nathaniel è il loro padre biologico.
Ci siamo incontrati in una Gelateria, dove Aria non ha ordinato nulla di più sostanzioso dell'acqua e lui ha finalmente preso le redini della situazione, dicendo loro che legame di sangue li univa.
Avevo promesso di essere una testimone esterna, silenziosa, un supporto morale invisibile però ho finito per parlare, forse anche troppo, forse azzardando giudizi, affrettando spiegazioni che non erano adatte alla serata.
Comprendevo lo spaesamento, la sorpresa entrambe ma non con l'Empatia e avvertire la rabbia, la frustrazione di Nathaniel è stato straziante, perché non riuscivo a fare qualcosa di utile; se fossero riusciti a percepire i sentimenti, i significati dei silenzi, se avessero visto gli uni le esistenze degli altri, avrebbero provato affetto, sollievo persino nell'essersi ritrovati, rivelati.
Madison è una ragazza energica, mi ricorda Constance con il suo entusiasmo contagioso, con la sua allegria inscalfibile, talvolta di facciata e la sua dolce esuberanza. Ha ereditato da Nathaniel un profondo senso del dovere, in particolare verso Ariana e possiede la stessa ironia, quella che mi strappa un sorriso anche quando sono nervosa o malinconica.
Madison è estroversa, è comunicativa ed è sensibile quanto Nathaniel, quando Ariana e l'essere ricettivi finisce per esporli alle delusioni, alle frustrazioni, alla repressione dell'emotiva.
Non potranno ignorarsi, non dovranno farlo. Hanno la forza, l'intelligenza, la bontà d'animo necessaria a perdonarsi, a conoscerci, a essere una famiglia.
La strada è in salita, la parte più ripida è alle spalle ma la meta è ancora da raggiungere. 

venerdì 8 agosto 2014

Hooked On a Feeling

I'm hooked on a feeling
I'm high on believing
That you're in love with me.

Non è buona cosa, di questi tempi, arrischiarsi a fare lo stalker fuori da una Chiesa che ha appena subito un attentato, specie se c'è la polizia in giro. Specie se uno di questi poliziotti, così come la collega che era in auto, se ne sono appena andati. Di fatto ha posteggiato qualche metro più avanti, facendo il breve tratto che lo separa dal punto in cui si trovava la volante, tutto in retromarcia e con estrema attenzione. Non ha tirato giù il tettuccio stasera, giusto per non rendere troppo facile la propria identificazione, nel caso qualcuno avesse appena gioiosamente preso il suo numero di targa. Appostato come un falco orbo, con la testa appena piegata verso il volante, trattenuto comunque da entrambe le mani, sta scrutando nei pressi della Chiesa, tanto che, non appena intravede la figura di Brianna, eccolo sgattaiolare fuori di tutta fretta, premurandosi prima di tirare il freno a mano, giusto per non ritrovarsi l'auto chissà dove. Vecchia, anzi vintage, è vero, ma non anche distrutta. Non dovrebbe essere difficile individuarlo per la Nephilim, visto che sarà una delle poche auto ad aggirarsi per i dintorni a quell'ora. Gli occhi socchiusi per via del fascio di luce puntato direttamente contro il monumento e l'espressione terribilmente seria. Chiude la portiera, non prima di aver recuperato qualcosa che assomiglia tanto ad un cartellone, seppure di dimensioni non troppo ingombranti, ma neanche piccolo. Si è anche premurato di nascondere qualsiasi cosa ci sia sopra con un grande foglio da disegno, completamente immacolato. Controllato con una serie di pacche contro le tasche, approdando anche al taschino della camicia, sembra essere soddisfatto di sè, tanto da trarre un bel sospiro e poi finalmente avviarsi. Gli occhi verdi che scrutano la figura conosciuta, come se non la vedesse da così tanto tempo da aver bisogno di cercare differenze. Peccato che non la veda giusto da un giorno, forse. Addosso un paio di jeans e una camicia nera, con sottilissime righine color ruggine. «Ciao.» ma il tono è più interrogativo che altro.
Brianna non è di cattivo umore, non è rilassata. È raggiunta da una sensazione che ormai riesce a rasserenarla malgrado tutto, sposta l'attenzione per sorridergli scoprendo la dentatura e con le fossette ben visibili, incrocia le mani all'altezza del grembo per andargli incontro. «Ciao.» fa eco, la sua voce è limpida, il tono sicuro e morbido. Inclina la testa, a squadrarlo per alcuni istanti. Vorrebbe solamente abbracciarlo, però deve considerarlo inopportuno. Gira la testa verso il faro della Polizia, stringe le labbra tra loro. Non è esattamente a disagio, però ponderare la reazione richiede qualche secondo. «Non so quando rimuoveranno tutto.» prende un argomento neutrale, lo espone con calma impostata: «Anja è rimasta turbata.» aggiunge. Riporta il viso su Nathaniel. «Se anche ti avessi spiegato, ripetuto, giurato che sei il primo uomo di cui sia così... Follemente, perdutamente, scioccamente innamorata non sarei riuscita a farti cambiare idea. Perché non hai fiducia in te, perché non vedi quanto sei unico e quanto sia facile volerti bene, fidarti di te, cercarti e non mi puoi capire.» sembra scrollare le spalle, senza enfasi, persino le parole sono mormorate con rassegnazione, quasi ammettesse una sconfitta.
Nathaniel la raggiunge, anche perché affretta maggiormente il passo quando si trova a metà del tragitto. Pare ovvio che voglia esserle vicino il più presto possibile. Gli occhi permangono su di lei, senza neanche considerare che ci possano essere intoppi nel suo cammino. Fortunatamente non ne incontra, o al momento, forse, si ritroverebbe disteso davanti ai piedi della Nephilim. Uno sguardo in direzione del faro e poi torna a guardarla, o meglio a virare con gli occhi, dato che la testa rimane indirizzata verso quel punto: «Lo toglieranno, prima o poi e tutto tornerà come prima.» torna a girare anche il capo, con estrema lentezza. Intanto quella sorta di cartelloni vengono mantenuti con la mancina, ben adesi contro il fianco stesso: «E bella sera questa qui, neanche una nuvola.» ironizza sul suo tentativo di parlare di qualsiasi cosa sia neutrale. E cosa c'è di più neutrale della classica chiacchiera da ascensore, che non sia il clima o il tempo? «Ssh.» piccola pausa: «Ti prego.» cerca di poggiarle l'indice della destra sulle labbra, in perpendicolare. «Non voglio che tu mi dica queste cose.» scuote il capo, piano: «Sono stato un cretino, okay?» ne cerca lo sguardo, ormai fermo davanti a lei. «Un cretino fatto e finito, anche solo per aver dubitato, per essermi fatto guidare dall'incertezza, per averti trattata male e per aver fatto domande inopportune.» cerca sempre di mantenere il dito lì, dove ha tentato di poggiarlo prima: «So che mi ami. Me l'hai dimostrato almeno un milione di volte da quando ci siamo incontrati, fino ad ora.» sorride, alzando piano piano gli angoli della bocca: «E so che anche io ti amo. Immensamente. Con tutto il mio cuore e tutto me stesso. Sei la mia luce. Non quella accecante ma quella che ti guida, nella notte. Ti consola, ti illumina la via.» poi sorride più apertamente, schiudendo le labbra a mostrare la dentatura: «Sei come la lucina nelle camere dei bambini che scaccia i mostri sotto il letto e nell'armadio.» stavolta ride, ma il succo del discorso è realmente quello. «E io, ogni tanto, non riesco a capire come tu abbia fatto a cercare proprio me. A volere proprio me. E ho paura... »ciondola poi con il capo: «Anzi no, il terrore, che qualcuno possa portarti via da me.» solleva di scatto le sopracciglia, sgranando gli occhi. «Non dire niente, aspetta. Lo so.» sembra volerla anticipare: «Tu non vai da nessuna parte.» piccola pausa: «Ma sei così bella...» altra pausa, ingentilendo anche gli occhi e i tratti del viso: «Bella tutta, dentro e fuori.» specifica: «Che io sono l'uomo più fortunato del mondo ad averti.»
Brianna non si è mossa, ha solo piegato un angolo della bocca per alzare gli occhi al cielo. «Tornerà come prima.» ripete con un'ombra di dubbio, di amarezza, non ne sembra convinta. Lo ascolta, talvolta sembra dover fissare un punto sopra alla sua spalla per non farsi vincere dalla commozione. «Vale lo stesso per me.» dice a voce bassa, quando lui ha concluso, prende tempo con un sospiro: «Sei la felicità per cui ho pregato, quella che ero convinta di non meritare e che ho inseguito per decenni. Ti ho cercato da quando sono nata, adesso che ti ho trovato so che non potrò vivere lontano da te, lontano dal tuo amore.» formula queste frasi con un sorriso lieve. «Hai ragione, perché anche io sono gelosa e mi domando cosa faresti, se la madre Ariana e Madison ti volesse... O se una qualsiasi altra donna si innamorasse di te e tu vedessi un'esistenza più serena, più completa al suo fianco, senza il timore di perdermi per mano di qualche creatura sovrannaturale, senza dovermi dividere con una missione e sento che non potrei trattenerti. Io non avrei più nulla, nulla... Sarei un'ombra.» fa una pausa, allarga le braccia per tentare di circondargli i fianchi, si sporge per cercare di appoggiare la fronte al suo petto. «Quando mi hai chiesto se amassi Nathan, mi è sembrato di essere tornata indietro di mesi.» sussurra, socchiude le palpebre per qualche secondo. «Non è un bel momento. Capisco che tu non stia bene.» aggiunge alzando la testa: «Con me, non devi fingere e non devi tacere o parlare, se non te la senti. Io starò accanto a te comunque, ovunque tu sarai.» termina conficcandosi i denti nel labbro inferiore.

I can't stop this feeling
Deep inside of me
Girl, you just don't realize
What you do to me.
When you hold me
In your arms so tight
You let me know
Everything's alright.


Nathaniel, quando ha terminato di parlare, scivola via con il dito, regalandole una carezza e probabilmente piegando appena con il polpastrello, il labbro inferiore, fino ad allontanarsi del tutto. Segue il gesto, per altro, con attenzione, prima di saltare velocemente verso i suoi occhi. «Non dovrai mai vivere lontano da me, a meno che non sia tu a volerlo.» quando si avvicina per abbracciarlo, non abbandona quello che regge il braccio sinistro, ma cerca di circondarla con il braccio destro verso di sé, come una necessità. Come se ne andasse della propria vita: «So che è stupido essere gelosi di qualcuno che non c'è più...» alza lo sguardo verso il cielo terso, almeno per una volta. Sospira e poi lo riabbassa, dopo aver mostrato per bene il pomo d'Adamo che si alza e si abbassa nella deglutizione. «Ma so anche che le altre persone, potevano forse darti qualcosa di più di quanto non possa fare io. Forza, estremo coraggio, lunga vita e non tanti problemi come me.» ammette, osservandola poi come si guarderebbe qualcosa di realmente curioso, con tanto di capo piegato su un lato: «Stai scherzando?» quasi sbotta a ridere: «No, no... Non sto prendendo in giro te.» si affretta a dire: «Ma se c'è una cosa di cui non devi aver paura è proprio questa. io. voglio. solo. te.» e la mano che si era poggiata dietro la sua schiena, si alza per tentare di puntare il polpastrello dell'indice contro la punta del suo naso, spingendola appena indietro.«Non sono giustificabile, Brianna. Non trovarmi scusanti. So che sei buona, so che lo fai con tutti.» poi aggiusta il tiro: «Quasi.» precisa, con un sorriso divertito. «Ma non ho scusanti. Non di trattarti male, nonostante i miei problemi. Tu non puoi davvero nulla.» e poi le fa cenno di attendere, facendo qualche passetto indietro e provando a sfilare via dalla sua presa senza scatti, senza essere infastidito. Alterna lo sguardo da lei a ciò che teneva aderente contro il fianco sinistro e che ora viene portato davanti a sé, facendo spuntare solo occhi ed occhiali, lasciando cadere a terra, momentaneamente, il foglio da disegno. Ne viene fuori un'immagine paradisiaca, con tanto di acqua cristallina, bungalow. Un paradiso in terra. Lampeggia con le sopracciglia, dopo l'ennesima breve parentesi al cartellone e tornando a guardarla. Subito dopo riabbassa il capo e dopo una visuale lunga di quel paradiso, gira un altro cartone, stavolta mostrando una camera da letto, presumibilmente del bungalow già mostrato prima, tornando a lampeggiare con le sopracciglia ma alzando anche gli angoli della bocca, mentre dalle narici esce un fiotto d'aria che gli fa sobbalzare le spalle. «Anche qui?» Nathaniel prosegue: «Ci sei tu. Questo è quanto di migliore possa sperare, possa volere, per rendermi felice.» poi alla semplice parola "qui", va ad ammiccare nuovamente e a reggere con entrambe le mani, prima di girare un terzo cartellone, attendere ovviamente che lei abbia visualizzato, poi un quarto: «Un paradiso in terra e qualcuna, desiderava così tanto andarci.» lancia ovviamente quell'indizio, prima di poggiare il tutto a terra e infilare due singole dita nel taschino della camicia, estraendo quelli che sembrano due biglietti aerei, portandoglieli davanti al naso.«Quando vuoi. Ora. Domani, tra una settimana, due.» spiega: «È nostro per un mese.» ciondolando con il capo, per quanto non dirà mai come ha fatto a prenotare quel ben di Dio per un mese intero. «Possiamo fare un week end. Poi tornarci anche quello seguente o farli tutti assieme. Basta solo decidere.» una pausa più significativa: «Ci vuoi venire con me, Brianna Berenice Byrne?»
 
Brianna non ha certo una possanza fisica da Amazzone, perché manca del temperamento bellicoso da guerriera, perché non le viene richiesto di essere un carrarmato. «Sai mostrare una notevole resistenza.» cinguetta, si direbbe un'osservazione maliziosa però lei è la radiosa Ethevyn della Fratellanza. Abbassa lo sguardo di nuovo. «Avrai tante ragioni per essere felice.» risponde con fermezza, lei non ha perduto la speranza, affatto e vuole che Nathaniel faccia altrettanto. «Avremo.» si corregge. Stringe le labbra tra loro, sfrega i palmi mentre l'ascolta. «Belize.» somiglia a una domanda, salvo poi emettere un suono che pare una risata. «Wow.» affonda le dita della mano sinistra tra i capelli. «Andrei in uno scantinato invaso dai topi, se lo chiedessi, Nathaniel Hunt.» si avvicina di un passo. «Potremmo andarci la prossima settimana e restarci per cinque o sei giorni.» propone, piega il braccio per lisciare invisibili pieghe nella gonna. «Questo non è un albergo, intendo... L'hai prenotata?» chiede. È una curiosità legittima, sia mai che arrivano e c'è una coppia in Luna di Miele, così che loro passino la vacanza all'addiaccio. «Dove hai trovato, tutto?» aggiunge, eppure sa che esistono le agenzie di viaggio ma non connette benissimo quando è felice.
 
Nathaniel quel commento ha la capacità di mandargli in fiamme le orecchie. Una vampata che ne colora la parte superiore, fortunatamente in parte nascosta dai capelli ricci. «Beh, sì...» pausa, ciondolando un po' il capo: «Grazie.» giusto con un pelo di imbarazzo. «Io ce l'ho già. E ho anche Madison, mi ha scritto oggi pomeriggio.» le rivela, ma subito dopo passa all'argomento principale, non volendo tediarla ulteriormente sull'argomento. «Belize.» conferma, tentando di avvolgerla in un abbraccio stritola ossa. O così sarebbe se avesse abbastanza forza per farlo. «Questo non lo è proprio, non è vero?»ancora ammiccando in direzione dei cartelloni: «E ci faremo coccolare così tanto che non vorremo più tornare indietro.» ne cerca le labbra stavolta, dopo quel pur breve periodo di astinenza, per baciarla. Un bacio veloce ma carico di affetto, di aspettative: «Sì, l'ho prenotata.»annuisce: «Ed è nostra per un mese.» sospira, premendo le labbra tra di loro: «Di più non potevo fare o mi avrebbero chiesto se sono pazzo a tenere un bungalow occupato per così tanto tempo.» piccola pausa: «Ti piace?» ancora ne cerca lo sguardo, cercando probabilmente qualche forma di incertezza o delusione: «Preferivi qualcos'altro?» ciondola poi appena con il capo. «Segreto.» salvo poi dire la verità il momento successivo: «Internet e...» piccola pausa: «Un piccolo aiutino.»
Brianna lancia una nuova occhiata, più esplicativa delle parole. «Ma prego.» mormora con uno sfarfallio di ciglia vezzoso. «Madison sembra avere un carattere più risoluto.» si azzarda a osservare, un pigolio incerto. «Un mese intero.» ripete a pappagallo, sembra astenersi dal saltellare per via del brandello di autocontrollo rimasto. È raggiante, fra l'altro non è una personalità incline al tormento, alla malinconia e le basta poco per sentirsi a proprio agio, soddisfatta e di buon umore. «Dobbiamo partire per restare un sacco di tempo lì. È un meraviglioso, mi piace un sacco.» assicura, fa un passo ancora verso Nathaniel. «Ti amo.» replica vivacemente, ma la voce resta morbida, dolce come gli occhi che posa sul suo viso. «Avviserò i ragazzi, mi accerterò che Daniel stia bene e che nessuno abbia bisogno di me per un po'.» promette con un cenno del capo: «Un aiutino?» chiede perplessa. «Non avrai problemi con l'agenzia, vero?» aggiunge, sorride di nuovo. Allunga la mano sinistra per cercare di accarezzargli il volto. «Hai passato un periodo difficile, ma vedrai che andrà meglio in futuro. Vedrai che si sistemeranno le cose.» fa una pausa, abbassa la testa. «Penso che non avessi cercato le ragazze, a quest'ora non ti avrei incontrato. Non saprei nemmeno il tuo nome. Non avrei mai visto il tuo sorriso.» ritrae il braccio lentamente: «Avrei i ricordi a farmi compagnia, quando tutti sono presi dalla loro vita. Quando io mi accorgo che oltre ai Nephilim, non ho nessuno che sia mio.» fa una smorfia, scrollando le spalle a minimizzare quelle frasi.
Got a bug from you, girl
But I don't need no cure
I'll just stay a victim
If I can for sure.
All the good love
When we're all alone
Keep it up, girl
Yeah, you turn me on.


Nathaniel: «Non dirmelo più.» l'ammonisce, anche se si vede lontano chilometri che non se l'è presa e anzi, in un certo senso pare fargli anche piacere, al di là dell'imbarazzo: «A dire la verità, come ti ho detto, mi sarei aspettato una reazione simile da lei, proprio perché più risoluta.» si stringe nelle spalle: «Dai, è stato almeno un 50 e 50.» ci scherza su, per quanto sia chiaro, specie ad una dotata di empatia come è lei, che la cosa lo ferisca. «Non pensiamoci più.» cerca di allontanare l'argomento, anche facendo un gesto ampio con il braccio. «Ora dobbiamo pensare a cosa faremo.» sorride raggiante di slancio alla felicità di Brianna: «Tu immaginati...» si avvicina per sussurrarle all'orecchio: «Di andare a dormire con il rumore del mare e svegliarsi, aprendo le persiane, trovandosi davanti l'immensità dell'oceano e una distesa di acqua cristallina. Ti ci puoi calare dalla finestra, direttamente in mare.» una piccola pausa. «Ci sono le palme, ci sono anche le amache.» cerca di baciarle il collo, in quel punto in cui si congiunge con la spalla: «E soprattutto non dovrai avvelenarti con la mia cucina o cucinare tu. Andremo dove vorremo, senza problemi, senza persone che ci urtino.» sospira: «Senza pioggia!» perchè sì, in quel momento preciso, o comunque subito prima, le prime grosse gocce hanno cominciato a cadere, come al solito. «Cocktail con ombrellino sulla spiaggia o sul piccolo portico. Bagni con o senza costume.» risale con altri piccoli baci sul collo, fino ad arrivare alla mascella: «Se mi è sembrata al tempo una decisione estremamente difficile, brancolando nel buio, ora la benedico quella decisione.» altra lunga pausa, stavolta risalendo sulla guancia, per darle un bacio a lato della bocca: «Vieni a casa mia?» un po' più timidamente id quanto non ha fatto nei giorni precedenti.
Brianna ha cercato di abbracciarlo, almeno di accostarsi per spostare le dita sino al collo. «Hai la metà della giuria, adesso conquisterai l'altra.» risponde, va a parere sempre nel medesimo punto ma ha le sue ragioni. «Non ne parlerò, ma tu ci penserai.» è una constatazione, non è polemica ma è quietamente certa sia la verità. «Pure se parlassimo, non cambieremmo la reazione di Aria, forse lasciare che trascorra del tempo, faciliterà le cose.» conclude serafica, alza lo sguardo per notare che il cielo si è rannuvolato, sospira. «Pochi acquazzoni, pochi criminali da strada perché ci saranno poche strade, poche bombe.» aggiunge all'elenco: «Potremmo stabilirci lì.» si lascia sfuggire dalle labbra un sospiro. «Non c'è tanto da fare ma potremmo vedere i film dal computer e tu impareresti a cucinare in meno tempo, perché imparerai a cucinare.» soggiunge, cerca di strofinargli il naso sulla guancia. «Lo è stata anche per me.» è la sua risposta, cercandone lo sguardo: «Non credevo di essere in grado di organizzare una camera da letto, figuriamoci una Fratellanza. Inoltre, New Orleans non è una zona tranquilla e non lo sarà mai. Ero sicura di essere sbagliata, anche se mi assicuravano il contrario, poi ti ho incontrato e ho saputo.» cerca di baciarlo, non indugia troppo. «No.» risponde, poi ride piano. Non lo sta prendendo in giro, sembra solo voler scherzare. «Certo che mi va.» mette subito in chiaro le cose. «Tu cosa hai fatto, ieri sera?» è la sua domanda curiosa. «Io ho guardato un film sul portatile, mi sono addormentata sul tardi.» gli racconta. Una serata da brivido.
 
I said I'm hooked on a feeling
And I'm high on believing
That you're in love with me
I'm hooked on a feeling.

giovedì 7 agosto 2014

Can You See?

In questo caso c'è una sola differenza: essere Nephilim o non esserlo. Il resto non ha alcun peso. La persona che varca la soglia deve essere affidabile che sia Umano, Faering, Lycan o qualsiasi altra cosa.
Deve essere qualcuno che sappiamo non metterà mai a rischio la Fratellanza e le sue informazioni. Il resto non ha alcun peso.
La mia parola ha ancora peso qui dentro e io non sbarro la porta in faccia a chi non se lo merita: Cedric è affidabile, tu sei affidabile. Tu e Cedric siete i benvenuti, a mio giudizio.
Quando sono arrivata aveva le pareti delle stanze nere, alcune lo sono ancora e la cucina sembra un ammasso di elettrodomestici rotti, adesso ho dato una parvenza di ordine anche alla Biblioteca. La mia stanza ha pareti bianche con dei disegno verdi, floreali, ho eliminato scrivania, comò, lasciando qualche mensola e dei cuscini per sedersi.
So che ti comporti bene, quando non comincio a usare i miei oscuri poteri ammaliatori... E mi so comportare bene anche io.
Ho bisogno di prenderci la mano, ma io non vorrei e non ho altre armi oltre ai pugnali... Se accetto di imparare è per non farvi soffrire.
Scrivile che è perfettamente naturale: ognuno ha la sua sensibilità e personalità, perciò è normale che a diciotto anni non abbia trovato qualcuno con cui è riuscita a entrare tanto in confidenza, di cui è riuscita a fidarsi sino al punto da avere un'intimità. È giusto, inoltre, che desideri stare con qualcuno a cui tiene, che non voglia semplicemente barrare delle caselle; lei vorrà che quella persona la faccia sentire a suo agio, che non sia un tizio che passa ma qualcuno con cui condividere dei momenti importanti della propria vita. 
La mia prima volta, alla fine, è un bel ricordo perché Rod era un uomo abbastanza delicato da non farmi sentire un surrogato della mano sinistra. Rod aveva tanti difetti, ma fu molto, molto comprensivo perché gli chiesi di fermarsi almeno cinque volte e tutte e cinque le volte, si scansò senza mostrare fastidio. Un fastidio fisico lo avvertiva, però mi rassicurava. 
Aria pensa che tu sia solo tuo amico, pensa che almeno non correte il rischio di imitare certe tragedie greche e poi, siamo nel 2014. No? u.u

Io non tradirei mai la tua fiducia. MAI. Per niente al mondo e neanche sotto tortura.
Quando si sposeranno, a proposito?
Le pareti nere? Mio Dio, che cosa triste. E pure un po' lugubre.
Neanche in agenzia ci sono mai state le pareti nere, fai tu.
Deve essere un posto accogliente, rilassante, da come lo descrivi. Un'oasi.
Di fatto è ciò che le ho risposto, aggiungendo anche che se vuole baciare qualcuno, non c'è niente di male. Ha diciotto anni, immagino avrà voglia di dare un bacio.
L'unica cosa che spero è che non si arrivi a chiedermi qualcosa sul sesso. In quel momento penso che le metterei in mano qualche soldo, le chiamerei un taxi e te la spedirei.
Non ce la posso fare.
E' stato un brav'uomo... Comprensivo.
La mia, è stata davvero qualcosa di molto frettoloso e non c'ho capito granché, sulle prime. Troppe emozioni tutte assieme.
Io ero il novellino, lei un po' meno di me.

Lo so, tesoro e mi fido ciecamente di me. Io so che non faresti mai qualcosa per mettere me o chi è come me in pericolo. Lo so. Voglio che tu sappia che è una cosa ricambiata: io non potrei mai e per nessun motivo fare o dire qualcosa per nuocere a te, alle ragazze, preferirei essere uccisa. Io farò tutto il possibile per non deluderti, per meritare la tua fiducia e il tuo amore.
In linea teorica, possono essere colorate con pitture e gessetti ma è un bel lavoraccio e non tutti sono pittori.
In agenzia c'è un clima confortevole, un luogo di quiete e di raccoglimento. Le pareti nere, lì sarebbero del sale sulla ferita aperta.
Il primo bacio non è un'esperienza da poco. Ce ne sono altre, ma è il primo, vero approccio con l'altro sesso o col medesimo, a scelta. Io non credo si debba baciare qualcuno perché si sono spente diciotto o venti candeline, ma perché quella persona ti piace e ti suscita una serie di emozioni. È bello che di certe cose si mantengano dei ricordi piacevoli, che ti fanno pensare che l'esperienza è stata suo modo... Non utile ma preziosa.
Mandala pure e ti morirà vergine a 110 anni o più. In convento. Vai, sicuro. u.u
Non c'è molto da capire... So cosa intendi, ma penso che se eravate 'su di giri' è normale. Lei non era...? Oh. Comunque, era la ragazza che amavi, che desideravi da tempo e poterla finalmente 'avere' deve essere molto... Intenso. Credo.
Sì, troppe emozioni, tutte insieme. Lo dici a me? Io percepisco anche quelle altrui, con Rod credo di aver avuto il suo orgasmo.
Il fatto che abbia avuti altri uomini ti spiace?

Non mi hai mai deluso.
ma se vuoi una mano di colore vengo a dartela io. Ti prego, non lasciare le pareti nere. Sono davvero terribili.
Lo so che non è un'esperienza da poco, ma volendo il primo bacio è qualcosa di più leggero che la prima volta. Se anche lo dai a chi non ami, per forza, non ti cambierà la vita.
Diversamente va per la prima volta, o almeno così è per le donne, e in minor parte per alcuni uomini.
Io non posso farcela a spiegarle niente. Mi sentirei troppo in imbarazzo!
Non ero il primo, no. Ma l'esperienza precedente non era stata per niente bella, a suo dire. A tutto dire, credo di essere stato un ripiego per provare qualcosa di più..tenero, comprensivo, per l'appunto.
… Stai dicendo che senti anche i miei? Oh, cavolo.
E... Beh, sì... Insomma. Spero che tu non senta solo io miei, con me...
Capito, vero?
Non posso dire di esserne felice, ma mi piace credere che visto che non sono stato il primo, spero ardentemente di essere l'ultimo, almeno fino a quando ci sarò.
Lo ami ancora? O lo ameresti ancora, se fosse qui?

Credi che nessuno vorrà le pareti nere?
Questo posto non è stato 'fondato' da me: ho reso la struttura più funzionale con la palestra, un piccolo magazzino ma non sarebbe una mancanza di rispetto verso chi è stato qui, prima di me?
Le pareti nere sono cupe, fanno sembrare una stanza grande come un'unghia e non mi piacciono. Può bastare a cambiarle?
Fosse per me, le leverei pure ora.
Sei in imbarazzo, desumo sia normale. Credo che Ariana non sia quel tipo di persona che condivide tutto, che si mette a raccontare nel dettaglio, voleva solo essere rassicurata. Penso.
Dovrebbe esserlo anche per gli uomini, credo non sia male ricordare che la prima volta è stata per amore e non per vantarsi al pub.
Può darsi che ti volesse bene, che tenesse a te come a nessun altro, che sapesse che ne eri innamorato e sapesse che non l'avresti usata, che non l'avresti trattata come uno svago di una sera ma che si sarebbe sentita amata, in qualche modo ti avrebbe amato anche lei.
Sai che sono empatica! No, non sento solo i tuoi e ci mancherebbe! Sento anche i tuoi, posso dire che è abbastanza gratificante e parecchio eccitante.
Ho avuto tre compagni, Rod era un Fauno, Nathan -ahah- era un Lycan, Hugh era Umano. Non ne avrò altri, non ne vorrò altri e non ne cercherò altri, anche se ti troverò a letto con una delle mie nipoti. In quel caso, credo userò qualcuno dei miei trucchetti Jedi...
Non potrei amare Rod. Né lui amerebbe me, può darsi non mi abbia mai davvero amata. Nathan mi ha amata tanto, lo percepivo perché avevamo un legame empatico, lui era un Lycan. Lui sarebbe morto per me, lui ha vissuto e combattuto per me e io non l'ho mai ricambiato quanto meritava. Lui mi ha dato tutto, io solo... Quel che riuscivo a provare allora, meno di quanto possa provare soltanto tenendoti per mano.

Ma tu ci vivi, così come anche gli altri.
Non è una mancanza di rispetto. Prima era così, quando sei arrivata tu sarebbe stato giusto cambiare come preferivi, così sarà anche se e quando tu non sarai qui a New Orleans e arriverà qualcuno di nuovo.
È normale. Tu non cambi una casa in base al tuo gusto? Dubito che chi ci vada a vivere dopo di te voglia lasciare tutto esattamente come era quando l'ha presa, solo per non far dispiacere a chi c'era in precedenza
Non l'avrei usata, ma lei ha usato me, dimostrandolo quando se n'è andata, senza dirmi assolutamente nulla.
Sono contento che sia viva, che sia a spassarsela, ma per me quello è un capitolo chiuso, messo via. Un binario cieco oltre il quale non si può proseguire.
Oh, cielo... Che cosa imbarazzante! Fortuna non sai leggere anche il pensiero.
Non dirlo ora, ti prego, non puoi saperlo.
Dici tante volte che anche tu non sei abbastanza per me, quando invece è il contrario, sei tutto.
Ma ti prego, non parlarmi più di lui.


Se la metti così, sembra unaltra cosa. Sai, hai sancito la fine delle pareti nere alla Sede...
Può essere scappata per timore, per volere della sua famiglia, per la confusione di essere incinta ma io credo che non ti abbia usato, che abbia cercato il tuo amore perché ne aveva bisogno.
Resta il tuo primo amore, il tuo primo dolore, il tuo primo abbandono, la tua prima volta, la madre delle tue figlie. Non ti sarà mai indifferente.
Sei l'unica persona che mi abbia resa felice. Sei la sola persona che senta di amare con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la mia anima e non c'è nulla che non farei per te e non c'è nulla che ti negherei. Io non credevo di poter nutrire un sentimento simile, io non ho mai amato prima di conoscerti. Dubiti di me? Dubiti che sia sincera?
Sono legata al passato: Alfred, mia madre, mio padre, quelli che ho perduto per strada, io gli rimpiango quotidianamente.
«Alfred, sicuramente, riderebbe a sentirmi parlare così.» me lo dico, ma Alfred non c'è.
«Mamma sarebbe indignata.» considero ma lei non c'è.
«Papà saprebbe rispondere.» e lui non c'è.
Mi chiedo come sarebbe David... Santo Cielo! Tu sei la seconda persona a cui abbia parlato di mio nipote, la prima è Lionel ma perché me l'ha cavato di bocca. Io sentivo che dovevi sapere che un bambino mi era morto tra le braccia, che avevo urlato in faccia alla Custode di portarmelo indietro.
Non ho mai dato tanto a qualcuno, mai. Mai. E mai lo concederò in futuro.
Mi spiace che qualcuno sia morto al posto mio?
Guarda un po': sì, mi spiace. L'ho sentito morire.
Vorrei che fosse vivo con una moglie, dei bambini e tanta felicità?
Sì, lo vorrei. Vorrei che una donna se ne fosse innamorata, come io amo te. Non vorrei essere io quella donna. Non lo sono stata. Non lo sarei, adesso.
Vorrei fosse il capo della sua comunità, vorrei che fosse un buon padre, un buon marito che di tanto in tanto mi chiama per sapere come sto, mi manda fotografie dei suoi figli. Lo vorrei e lo vorrò sinché avrò vita.
Io amo te. Io sono legata a te. Senza di te, io non vedo della vita... Non felicità, non rassegnazione... Vita. Sei la vita, sei il mio amore. Perché non lo puoi accettare?
Io sono sincera con te, quello che ti dico è quello che provo.
Non mi sentivo inadeguata con Nathan, non mi ponevo la questione, non mi domandavo nulla ed era perché... Non lo amavo come amo te.
Io cercavo il suo amore, perché ne avevo bisogno.
Mi sono sentita colpevole, quando è stato ucciso. Dopo, quando... Beh... Quando era giusto squartato. È diverso.
Come desideri, non ti parlerò più di lui.
Sono stanca, Nat, ho bisogno di riposare.
Passa una buonanotte.
Brianna.  

Se riuscisse a fidarsi di se stesso, se riuscissi a mostrargli quanto sia unico, amabile e prezioso capirebbe come lo amo, capirebbe perché posso, voglio amare soltanto lui.

domenica 20 luglio 2014

The Blessing

In the morning when you rise
I bless the sun, I bless the skies
I bless your lips, I bless your eyes
My blessing goes with you
In the nighttime when you sleep
Oh I bless you while a watch I keep
As you lie in slumber deep
My blessing goes with you.
Brianna si è premurata di preparare la torta e di servirla al festeggiato, la sera prima della partenza per la vacanza a Bridport: un dolce semi-freddo al caffè con ornamenti in cioccolato fondente e panna, l'ha sistemata sul tavolo della cucina con un biglietto d'auguri, prima che il Medium rientrasse. Essere una pasticcera fa la differenza in talune occasioni. La mattina del 20 Luglio 2014 è scivolata fuori dal letto con l'agilità silenziosa di una gatta per appoggiare sul comodino un pacco avvolto nella carta da regalo blu tempestata di minuscole stelline, chiuso da un fiocco dorato in cui è anche assicurato il secondo biglietto, chiuso in una bustina. Di qualsiasi cosa si tratti, il dono è compatto, ha un peso ragguardevole e non produce alcun rumore allo scuotimento. Al risveglio di Nathaniel, ha usato le doti persuasive per convincerlo ad aprirlo durante una romantica passeggiata sul lungomare, quando avessero trovato una panchina su cui sedersi, possibilmente senza troppi turisti nei dintorni. Indossa un abito rosa monospalla stretto da una cintura argentata che lascia scoperte le gambe, ai piedi ha i consueti tacchi vertiginosi in tinta con il vestito e al collo brilla una collanina d'oro con due ciondoli a forma di stella e di falce di luna. È accuratamente truccata con i lunghi capelli castani raccolti alla nuca. Si sta godendo questa pausa da New Orleans, risulta più vivace e serena del solito e soprattutto, sembra felice di poter stare con Nathaniel senza doversi crucciare per i suoi doveri nei confronti della Sede.



Il lungomare si affaccia direttamente sulla spiaggia. Spiaggia costellata qua e là da qualche falò perché lì sì, pare che si possano ancora fare senza rischiare di rompere le scatole al prossimo. Tutto sommato, se si escludono alcuni gruppetti di giovanissimi in prossimità della riva, quel posto è tranquillo e silenzioso, visto che la maggior parte della folla di turisti e abitanti si sarà con ogni probabilità spostata in direzione del centro e dei vari locali tra bar, ristoranti, gelaterie, qualche pub. È in quest'ultima categoria di locale, che Nathaniel avrà insistito per farle vedere proprio quello dove si è ubriacato, durante il famosissimo capodanno di cui le ha parlato. « Posso aprirlo?» una breve pausa. «Posso aprirlo?» ancora una. «Posso aprirlo?» probabilmente non sono le prime sequele di domande del genere che le fa. È più che sicuro che l'abbia ammorbata per tutto il giorno, dal momento in cui ha visto il pacchetto sul suo comodino. «Qui sembra un posto buono, no?» curioso come una scimmia, sembra mostrare, lontano dalla pesantezza di New Orleans, un lato decisamente sconosciuto alla Nephilim. Ed è proprio la panchina che va a indicarle, che ha come meraviglioso panorama le luci delle barche e dei falò che si specchiano sulla superficie dell'oceano. Addosso ha un paio di informalissimi jeans dal lavaggio scuro e una polo verde i cui unici due bottoni sono stati lasciati slacciati. Soliti occhiali sul naso e capelli che si smuovono a causa della brezza marina, arruffandoli più del solito.
Brianna ha ammirato il panorama, anche se apprezza la città in cui abita è affascinata dal mare, oltre che piacevolmente colpita dalla bellezza della spiaggia. Non arde dalla voglia di sedersi, perché è affatto stanca, comunque finge di arrendersi. «Okay.» strascica un po' la parola, rivolgendogli un'occhiata divertita, la bocca è piegata in un sorriso da cui spuntano le fossette. Alza il braccio sinistro per tentare di affondare le dita fra i suoi capelli, in linea teorica dovrebbe riordinarli ma nella pratica sarebbe più una carezza dalla nuca alla fronte. Alcune delle ciocche castane le incorniciano il viso ovale. «Non sono sicura di aver fatto la scelta giusta.» ammette con un'alzata di spalle con cui tradisce una punta d'ansia: «Capirai cosa intendo.» conclude, abbassa il braccio per spostare lo sguardo all'orizzonte. Lei ha in mente di fare una seconda visita al pub, perché è scozzese ed è felice di ascoltare i racconti di Nathaniel, gli aneddoti sulla sua vita tranne quelli che lui ha saggiamente taciuto per evitarle un'ulcera. «Mi piace pensare che i giorni non passino, che tutta la nostra esistenza vada avanti come in questi ultimi giorni.» riflette ad alta voce, pensosa: «Vorrei che conoscessi Aberdeen, che vedessi la villa dei Byrne e poi il punto in cui c'era la pasticceria del signor Jannigs con la sua casa al piano superiore.» ispira ed espira scacciando quelle osservazioni, neanche pianificasse la conquista del mondo. «Dai, apri.» lo incoraggia allegramente.
Nathaniel ha una velocità che non ci si aspetterebbe, quando Brianna accetta. Si siede buono per qualche secondo sulla panchina, poi sembra smaniare perché lei lo raggiunga. Non è stanco neanche il Medium ma ha il suo pacchetto poggiato su una coscia trattenuto con entrambe, le mani come se dovesse essere protetto. Risponde alla carezza con un piegare il capo dalla parte del braccio e provare a farle una carezza resa ruvida dalla barba, direttamente sull'avambraccio. Gli occhi non si staccano dal suo viso, anche ora che ha la possibilità di aprire il suo regalo: «Grazie.» un ringraziamento che viene dal cuore, reso più morbido dalla voce che diventa un sussurro: «Per essere venuta qui, per avermi ascoltato anche quando ero noioso, per avermi sorretto, sempre e comunque.» una piccola pausa: «Grazie.» lasciando per qualche momento il pacchetto, per poggiarsi sul suo braccio e risalire con due dita, come una formichina, verso la spalla fino a fermarsi ponendosi a coppa sul suo viso e cercando di disegnare con il polpastrello del pollice una delle fossette. «Qualsiasi cosa sia, l'hai scelta tu e l'avrai fatto sicuramente per un motivo. Non ti vedo a prendere un portachiavi a forma di cane quando a chi viene regalato piacciono i gatti.» ipotizza, essendo però quasi certo che non ci sia proprio quello, lì dentro. Solleva entrambe le sopracciglia e dopo l'ennesima carezza leggera sulla sua pelle fresca, resa tale dalla brezza serale, torna ad afferrare il pacchetto con entrambe. «Portami.» fermo e convinto di ciò che sta dicendo: «Domani anche, se vuoi. Fammi vedere i tuoi posti, sono curioso e voglio condividerli con te.» annuisce piano ma quando lei gli dà il via non esita neanche per un secondo ad aprire con una certa meticolosità il pacchetto, quasi volesse rimandare il momento e prolungare l'attesa. Apre in effetti soltanto un lato, privandolo dello scotch, infilando poi le dita all'interno e provando a tirare verso l'esterno. Lo guardo, ogni tanto, va al viso di Brianna ma per la maggiore rimane su ciò che piano piano la carta va a scoprire. E sgrana gli occhi, così come dischiude le labbra, quando si accorge lentamente che sono libri. Non ha ancora visto i titoli comunque e ancor ameno ha visto il resto dei particolari.
Brianna si accomoda qualche istante dopo di lui, sempre con attenzione a mantenere una posa elegante perché sono in pubblico e non sul divano. Il contatto con la barba è simile al solletico, non è sgradevole anzi la fa sorridere ancora. «Tu non sei mai noioso. Non hai bisogno di essere sorretto, perché sei forte ma starti vicino è il dono che tu hai concesso a me.» gli risponde affettuosa, ma pacifica. Al resto delle parole, ride per alcuni secondi. «Beh... Io tento di capire i gusti degli altri, ma alla fine, non posso mai avere la certezza.» minimizza con leggerezza, senza scostarsi quando le dita arrivano sulla guancia. «Penso che si debbano amare tutti gli animali.» aggiunge un giudizio gratuito, quelli che sono i suoi marchi di fabbrica. Resta con le mani congiunte in grembo, le ginocchia sigillate, la schiena dritta e il capo inclinato per fissare il Medium scartare il regalo. «Mia nipote ha le chiavi della villa, non ci andiamo spesso: consuma moltissimo a livello di elettricità, riscaldamento, acqua.» rileva neutrale, sono pur sempre scozzesi. «Le pareti sono impregnate di ricordi, di voci... Sono io che diventerei pesante, Nathaniel.» fa presente tra il serio ed il faceto. «Però, vorrei tanto andarci con te. Quando lo desideri, prenotiamo il volo: domani, fra dieci anni non ha importanza.» conferma con entusiasmo. Amava viaggiare da sola, figurarsi in compagnia. «Mi hai parlato della tua collezione di prime edizioni, anzi l'ho pure vista.» spiega mostrando i palmi delle mani: «I tre libri sono stati venduti singolarmente, all'inizio come hanno fatto con i volumi di Harry Potter. Questa è la Trilogia con l'autografo del Professore.» prosegue, mostrandogli un cofanetto con i tomi accuratamente rilegati, restaurati così da rendere possibile la consultazione; la firma dell'autore si trova sulla prima pagina, sotto al titolo 'La Compagnia dell'Anello', in un riquadro plasticato che lo protegge dagli agenti esterni. «Mio padre era appassionato di Letteratura, nonché di Mitologia. Tolkien e Lewis avevano combattuto la Grande Guerra come lui e non era raro che si scrivessero. Quando fu pubblicato Il Signore degli Anelli, papà gli chiese una copia autografata e lui gliela fece recapitare.» prende una bocca d'aria, non sembra aver freddo: «Non mi sembrava l'avessi, però so di avere una memoria pessima in certi casi.» termina un po' tesa, aspetta.
Nathaniel scuote piano il capo: «Non sono forte.» replica alla Nephilim: «Rischio di andare in pezzi come tutti, specie se si toccano certi punti o le fondamenta, o quelle che sono le nuove fondamenta.» intanto continua a sfasciare stavolta privando dello scotch anche la parte inferiore, senza stracciare la carta. «Era un esempio, Brianna.» non riesce a trattenersi e poco dopo sbuffa una risata leggera: «Anche io amo entrambi. Ho preferenze ma avessi un cane certamente non lo odierei. O un cavallo. O un criceto, una cavia, un coniglio.» si stringe nelle spalle: «Sei davvero così sicura di non sapere i miei gusti?» solleva poi il cofanetto, mostrandoglielo: «Questo.»calcando sul termine: «Sei proprio sicura che possa non piacermi?» allarga velocemente la bocca, scoprendo in breve la dentatura: «È perfetto.» e ancora non sa, ovviamente, quali altri tesori nasconda. «Te l'ho detto: domani. Se vuoi partiamo domani in mattinata e andiamo.» ancora si ritrova a scuotere il capo: «Sono sicuro che non mi annoierai e se lo farai, ti riempirò di pizzichi costantemente per riportarti sulla retta via.» sta ovviamente scherzando e lo si intuisce non solo dal tono di voce ma anche dall'espressione, non propriamente seria anzi, tutt'altro. «Con l'autografo?» sbotta, alzando di qualche tonalità la voce: «Una prima edizione?» domanda ancora, con espressione balba. Sopracciglia sollevate fino a far comparire rughe d'espressione sulla fronte, occhi talmente sgranati da mostrare il bianco e il colore degli stessi. «Oh mio Dio, mi hai preso davvero la prima edizione del Signore degli Anelli?» ancora un'altra domanda, incredulo: «Ma quanto ti è costato? Una fortuna.» e prova a lanciarsi, letteralmente, verso di lei. Inizialmente prova a baciarla ma si blocca nel momento stesso in cui dice le ultime frasi. «È di tuo padre?» si scosta di qualche centimetro: «Davvero, no.» scuote il capo: «Non posso accettarlo.» cerca anche di allungare la Trilogia verso di lei. «Seriamente. È un ricordo. Non posso privartene.» ma ha gli occhi che brillano e smania dalla voglia di dare un'occhiata, si vede lontano un miglio.
Brianna ascolta, la fronte è attraversata da una ruga d'espressione. «Sono metafore?» domanda con sincerità, non essendo sicura del significato della frase. Non può tenere la mente sempre accesa, poi si consuma. Piega un angolo della bocca. «Credo di conoscerti abbastanza da sapere cosa può piacerti o meno, però ho imparato a non dar mai nulla per scontato.» si limita a replicare. Sembra soddisfatta, non ha bisogno di rispondere alle altre parole e cerca solamente di posare la mano destra sul suo polso. «Purtroppo, non sarei riuscita ad acquistarla. Avevo cercato in giro, ma sinceramente sarei finita a vendere i polmoni dei miei fratelli.» ridimensiona in maniera ilare la situazione economica della Ethevyn, non è che debba suonare l'armonica nella stazione della metropolitana ma non ha una sconfinata rendita a disposizione. Sembra sorpresa. «Era di mio padre.» ripete, la voce è bassa e sicura: «Sì, ha un valore ancora maggiore a quello monetario per me. Sì, mi ricorda quando lo leggeva davanti al camino.» finisce la frase in un sospiro pieno di nostalgia, come i suoi occhi: «Per questo, desidero che sia tu ad averlo: perché abbia nuovi ricordi. Perché tu somigli a Malcolm, non saprei dire in che modo, forse perché sei un uomo buono come sapeva esserlo lui.» tenta di spingere indietro il cofanetto: «Sono tuoi. Sono tuoi e lo sarà anche il mio passato. Tienili, ti prego.» insiste con dolcezza. «Non mi privi di nulla, anzi sono contenta che siano di qualcuno che amo. Che li ama.» ribadisce con decisione. Si umetta le labbra. «Ho promesso a Cora che l'avrei aiutata con i Faerings. Non hanno mai stipulato patti con i Nephilim, io stessa non ho idea di cosa possano chiedere.» distende la bocca in un sorriso di scuse.

This is my prayer for you
There for you, ever true
Each, every day for you
In everything you do.
And when you come to me
And hold me close to you
I bless you
And you bless me, too.


Nathaniel: «Sono metafore.» conferma, annuendo lentamente, ancora la sacra reliquia stretta tra le mani ma spinta in direzione della Nephilim: «Tu sei il mio pilastro portante.» glielo annuncia con un sorriso reso addolcito, mentre gli occhi ne ricercano ancora lo sguardo, i tratti del viso. «Saggia, saggia donna. Ma in questo caso, seriamente, non potevi farmi regalo migliore.» replica inspirando a lungo: «E per questo non posso accettarlo. Non perché non mi piaccia, non perché io non abbia voglia di mettermi a sfogliarlo forsennatamente seduto su questa panchina...» ancora inspira poi spinge fuori l'aria in un sospiro, come se dire le parole successive gli costasse fatica. «Ma è di tuo padre.» una piccola pausa: «Sei davvero sicura di volertene privare? È tuo di diritto.» le parole successive hanno di nuovo il potere di farlo avvicinare, staccare una mano dal suo tesoro e provare a portare le dita dietro la sua nuca, per avvicinarla a sé. Ne bacia le labbra, gli angoli della stessa, le guance. Non è frenetico: è anche abbastanza lento, ma sembra non riuscire a fermarsi. «Grazie.» ogni tanto qualche intervallo lo fa. «È uno dei regali più belli, dopo il tuo amore.» quando terminato e sempre che lei non si sia scostata, proverebbe anche a poggiare la fronte contro la sua: «Lo tratterò come una reliquia.» le assicura: «Come il tesoro più grande.» la mano rimane ancora sulla sua nuca, stringendo la presa con le dita. «Cosa pensi che possano chiederti?» e come se solo ora si fosse accorto della gravità, libro e mano che lo reggono calano inevitabilmente verso il basso, come anche le spalle si piegano come sotto un peso invisibile.
Brianna acconsente col capo. «Oh.» mormora alla prima spiegazione: «Uhm... In questo senso, sei il mio muro portante.» ribatte subito: «Tu sei più forte di quanto credi, ho già spiegato perché lo dico.» cerca di sporgersi per baciarlo, non indugia a lungo: «Non penso sia quel genere di libro.» dice in maniera calma, abbassando gli occhi sui volumi: «Hai ragione: era mia, ma io preferisco sia tua. Sono sicura che mio padre sarebbe d'accordo. Sono sicura di fare una cosa giusta.» replica annuendo. Cerca di cingergli il torace con le braccia, ricambiandolo e sfiorandogli il viso con la punta del naso. «Sono felice tu l'abbia accettato.» mormora al suo orecchio, non specifica cosa e rimane contro di lui per diversi minuti, ascoltandone il respiro. «Mi basta che non li scordi sul treno.» ride piano, piega un po' la testa. «I Faerings sono Spiriti delle Piante.» piega le labbra in una smorfia: «Cosa possiamo dare a simili esseri, dimmelo tu, se lo sai.» confessa in uno sbuffo, non è contrariata però non sa cosa aspettarsi dalla Corte. «Noi siamo diversi con esigenze, con obbiettivi differenti. Ci sono leggende che narrano le loro imprese: l'Essenza di Bella di Notte ha generato i Vampiri. Io non so cosa possa essersi bevuta.» commenta con una punta di sarcasmo, dando per scontato che fosse una Faerings: «Con tutte le brave persone che poteva aiutare, decise di graziare degli Wakers sadici e depravati.» muove le mani lungo la schiena di Nathaniel: «Possono volere di tutto. O niente.» conclude arresa alla possibile sorpresa che l'attende.
Nathaniel ride alle parole successive della Nephilim: «Non pensavo di destabilizzarti così tanto che oltre a dimenticarti le cose, non capissi neanche le metafore.» prova a spingere ancora il capo in avanti, ma stavolta non per baciarla bensì strofinando la punta del naso contro la sua. «Ti assicuro che questo va dritto dritto a finire in una vetrina e guai a chi prova soltanto a toccarlo.» pare pensarci un po' su ciondolando infine con il capo a destra e manca: «Giusto tu potrai farlo.» la rassicura sull'ipotesi. «Posso aprirli?» domanda come un bambino che chiede educatamente di mangiare l'ultima fetta di torta rimasta. Si discosta anche di qualche centimetro, per quanto le spalle siano ancora incurvate, dopo la meravigliosa notizia avuta: «Scordarli sul treno? Questa eventualità non è neanche contemplata.» sgrana gli occhi: «Scherzi? Verranno letti accuratamente, girando le pagine con le pinzette e soltanto a casa.» piccola pausa ancora: «Grazie. Davvero mille volte grazie, non saprò mai dirti quanto, a parole, io ami questo regalo.» ma se lo porta al petto, trattenendolo ad altezza cuore per qualche momento. Il resto lo ascolta con estrema attenzione. «Come è il capo dei Fae?» domanda velocemente: «Ti sembra una persona ragionevole? È tuo amico? Lo conosci?» la riempe ancora di domande, corrugando la fronte tanto da formare un leggero solco tra le sopracciglia: «Certo un'alleanza dovrebbe basarsi quanto meno sulla fiducia, non nel dare come pegno il proprio figlio primogenito e maschio.» ci ironizza su ma sembra discretamente svuotato, al momento, al di là del meraviglioso regalo che stringe tra le dita.

When your weary heart is tired
If the world would leave you uninspired
When nothing more of love's desired
My blessing goes with you.
When the storms of life are strong
When you're wounded, when you don't belong
When you no longer hear my song
My blessing goes with you.


Brianna non trattiene una risatina. «Poteva avere un senso anche a livello fisico.» osserva solamente, ma dove essersi distratta sul serio: «Dovresti sentirti in colpa per farmi comportare come una sedicenne alla prima cotta.» tenta di posare la fronte sulla sua: «A sedici anni, comunque, non avevo nessuna infatuazione. Credo. Conoscevo due soli uomini non imparentati: erano preti cattolici.» specifica con ironia. Ha avuto un'adolescenza frustrante, la figlia di Haniel. «Le pagine reggono ancora il contatto con delle dita pulite, casomai evita che i gatti ci dormano sopra e non è precisamente qualcosa di semplice: Binky si sdraia su qualsiasi libro, lo apre con zampette neanche fosse una brandina.» racconta uno sprazzo delle serate nella Biblioteca dei Nephilim con felini sui tavoli, cani sulle poltrone e bipedi che chiedono il permesso per muoversi. «Sì, sì.» assicura circa i volumi: «Hanno le cartine disegnate da Tolkien, stampate certo ma sono opera sua.» sposta il braccio destro per indicargli la copertina di un testo a caso fra i tre. «Mi basta che tu mi abbia ringraziato, che ti piaccia davvero. Non desideravo altro.» si sporge per sfiorargli lo zigomo con le labbra. «Non conosco l'attuale capo, si chiama Evelyn. Sembra in gamba, oltre che ragionevole. So che uno dei Faerings è innamorato di Cora. Lui è stato incaricato da Evelyn di propormi quest'alleanza. Ha scelto qualcuno che sapeva trattare con noi: denota del tatto, della diplomazia. No?» lo chiede, forse è ottimista. «C'è fiducia: non c'è alcuna belligeranza fra noi, né ruggine però i Faerings sono legati alla Natura, anzi ne sono la personificazione. Noi siamo fra gli Umani e gli Angeli. Dobbiamo scambiarci qualcosa per cementificare l'alleanza, un che di utile. Io non so cosa possa essere utile a un Faering.» cerca di mostrare la sua perplessità sul lato pratico: «Ne ho incontrati pochi nella mia vita, un fratello mi disse che erano tanti... Secoli addietro, ma poi la Natura è stata violata dall'Umanità e alcuni Faerings sono scomparsi. Sono come svaniti.» fa un profondo respiro. Era un Nephilim ubriaco, ad onor di cronaca.
Nathaniel la fissa per qualche momento, incredulo. Sopracciglia sollevate che fanno capolino oltre l'orlo superiore degli occhiali, labbra appena dischiuse. Alla perplessità si aggiunge anche un'espressione che palesa un sempre più evidente divertimento, tanto da sbattere ripetutamente le palpebre: «Ti prego. Ora spiegami, per cortesia, in che senso a livello fisico.» alza la mano libera per spingersi indietro gli occhiali, ma c'è un mezzo sorriso indecifrabile a sollevare gli angoli della bocca: «E lo capisco, certo. Non si può non sottostare al fascino discreto ed irresistibile di un gentleman inglese, anche quando fa certe domande.» si stringe nelle spalle ma non dà delucidazioni di chi fosse infatuato a sedici anni, evitando un discorso piuttosto pungente. «A proposito di gatti... » piccola pausa: «Ho adottato lo scarificatore con un occhio solo.» poco dopo specifica. «Quello che credevo essere il gatto della vicina ma non era lui, in realtà. Il suo è tornato a casa, serenamente, il giorno dopo.» sospira. Ne cerca ancora lo sguardo: «Ma questo forse lo sapevi già da te.» che se lo sarebbe tenuto, naturalmente. Abbassa però lo sguardo sul cofanetto. Ne preleva con delicatezza immensa il primo poi semplicemente va ad aprirlo e sfogliarlo. Lo fa con un accuratezza esasperante. «Sono davvero le sue?» domanda, ancora una volta stupito, passando un singolo dito a tracciare i segni sulla cartina per quanto stampata: «Mi piace da morire.» la rassicura ancora e pare non ci siano dubbi, né nell'espressione, né in quella luce negli occhi, né nel sorriso che torna a rivolgerle. «Hai chiesto a Cora consiglio?» domanda piegando il capo verso la spalla destra: «Lei dovrebbe conoscerlo meglio di te, no? »umetta le labbra: «Non metterti nei guai, Brianna.» piccola pausa: «Per favore.» inspira nuovamente a fondo. «Una...» pausa. «...Piantina?» incerto: «Ti suggerirei letame ma sarebbe davvero poco carino e lusinghiero nei loro confronti.» ironizza, premendo le labbra per non ridere.



Brianna finge un'espressione distaccata. «Pensavo alla spina dorsale, che se lesionata può comportare dei danni gravi o agli organi vitali.» bofonchia, portandosi una mano ai capelli ancora stretti nel fermaglio con una smorfia. «Sono una specie in via di estinzione, li si studia ammirati come fossero panda.» non è seria, anzi soffoca una risata con un colpo di tosse. Sulla turbolenta pubertà di Nathaniel ha appreso a sufficienza, intuisce che svicola di proposito dalla conversazione e non fa pressioni per sapere quanto tempo abbia speso dietro alla madre delle gemelle, né desidera avere i dettagli. «Bisogna trovargli un nome, allora.» ribatte candidamente: «Tornati a New Orleans, puoi farlo vaccinare. Delight è solitamente pacifica, mentre Bilbo ha bisogno del suo tempo per socializzare.» congettura ad alta voce. «Sì, Tolkien era un bravo illustratore. Per descrivere nel dettaglio la Terra di Mezzo, era chiaro che avesse una bozza. L'ha perfezionata, quando l'editore l'ha chiesta.» spiega al Medium. «Ottimo. Quest'anno è andata bene.» chiosa sorniona. «Non proprio, perché non voglio che pensino stia sfruttando il loro legame. Lei mi farà da tramite, perché effettivamente li conosce meglio ma poi dovrò essere io a comportarmi bene.» abbassa la mano sulla gonna, ispira l'aria di mare ed espira svuotando la cassa toracica. «L'ultima cosa che desidero è farmi altri nemici, come non ne avessi già abbastanza!» esclama con enfasi, alza lo sguardo al cielo. «Lavoro alla Verte Etoile: posso fare lo sconto. Ammesso che non chiedano la liberazione degli alberelli dai vasi.» ribatte divertita. Non è educato parlare così di una nobile razza. «Quello ne hanno abbastanza alla fattoria.» non è che rabbrividisce, perché i Byrne avevano i cavalli ma ridacchia. «Vedrò... Può darsi abbiano solo delle domande sulla situazione attuale.» scrolla le spalle con noncuranza. «Circa i guai. Mi ero scordata di dirti. O forse te l'ho detto?» affetta tutta l'innocenza di questo mondo sul viso: «Che ho parlato con la proprietaria del Radius Night Club. È una Baali. La figlia di un Diavolo. È una ragazza volgare, avida, senza scrupoli. È lei il mostro delle fotografie, ne sono sicura.» finisce così la narrazione, perché spia la sua reazione con un sorriso lieve, che vorrebbe essere molto rassicurante. Ammirevole la stima che nutre per Sayuri, inoltre.
Nathaniel: «La spina dorsale.» annuisce lentamente, ad occhi sgranati: «Capito.» non spiega tuttavia, in nessun modo. «I panda sono goffi e cicciotti. Noi gentleman al massimo siamo un po' pingui.» massaggia la zona addome con la mano libera, per quanto non abbia un filo di pancia pur essendo una buona forchetta, se cucinano gli altri. «Capitan barbarossa? Polifemo?» ironizza anche sulla menomazione del gatto: «Sicuramente lo farò, per quanto al momento stia in clinica veterinaria per tutti gli accertamenti del caso e perché non potevo lasciarlo da solo a casa con Iris, non sapendo se avesse malattie o meno.» torna comunque a dedicare la propria attenzione al libro, dopo una breve parentesi al suo viso.«Sai disegnare?» la butta lì: «Io al massimo so fare qualche uomo stecco, casette sbilenche degne di un bambino di due anni e soli sorridenti.» sbuffa una risata che stavolta non contiene, ma lascia libera. «È un consiglio. Non la stai costringendo e credo che abbia la maturità giusta per comprendere il motivo per cui tu possa chiederle un consiglio del genere. Vuole bene a lui e vuole bene a te, conosce entrambi e sa cosa possa essere vantaggioso per tutti e due.» la lascia finire di parlare: «Certo, tu sei poi la mente, ma il braccio destro o sinistro che dir si voglia, c'è sempre e lei ha una marcia in più in questo, come consigliera.» ride anche alle parole successive. «Fronte di liberazione degli alberelli. Dovrai andare di casa in casa a liberarli tutti.» cerca di poggiare l'indice sotto il suo mento poi afferrarlo gentilmente anche con il pollice. «Forse non è mai abbastanza.» una carezza leggera, poi ritira l'arto. «Perché non mi hai fatto andare?» corruga la fronte: «Pensi che non ne sarei stato in grado? Si trattava soltanto di guardare e sentire, nient'altro.» si stringe nelle spalle: «Dimmi che almeno non sei andata sola...» ma dall'espressione che fa e da come protende il viso in avanti, con tanto di sopracciglio destro, non sembra aspettarsi una risposta affermativa.
Brianna cerca di assestargli un colpetto sulla pancia con la mano destra. «Polifemo era un essere mostruoso, lui è micetto. Potresti chiamarlo One Eye ma è scontato.»  propone, fa una pausa, aggrotta la fronte: «Ciclope. È anche uno degli X-Men.» gli fa presente, insomma lei va a pescare nella più fine mitologia antica. «Oppure, potresti chiamarlo Ermes. Era un messaggero degli Dei come Iris.» annuisce quando Nathaniel spiega che il gatto è giustamente monitorato da un veterinario, ché non tutti sono come lei che ha portato Bilbo in clinica dopo un paio di giorni che le poltriva in casa. «Ho imparato al collegio, sai, padre George era il mio insegnante preferito: ho imparato qualcosa sulla prospettiva ma non è la mia dote principale. Padre George ci diceva che la nostra espressività, se è sincera, se è volta a trasmettere qualcosa a chi la guarda può definirsi Arte. In barba ai canoni dell'Estetica. In effetti, lui sosteneva che non si dovesse piegare la creatività alla ragione ma all'emotività. L'Arte doveva emozionare. Qualche volta, scarabocchio ma per tenere le mani occupate.» taglia corto con un'alzata di spalle. «Cora è il mio braccio destro. È la prima che abbia trovato a New Orleans, però ho anche rispettato una richiesta di Cedric. Ciò che sono loro non entrerà in contatto con i rapporti fra Corte e Fratellanza, visto che non saremo mai in guerrarespira a fondo, saranno le ultime parole famose. Ricambia il suo sguardo, senza replicare subito. «C'è qualcuno di simile a te, in quel locale.» dice quasi atona, non si espone nei giudizi: «Conosco bene la sensazione che si prova vicino a un Medium, può darsi sia un Waker. Non un Fauno, perché non sopporterebbe la vicinanza di una Baali.» sta tergiversando, se lui fosse in dubbio: «Io vorrei ancora che tu dessi un'occhiata alla gentaglia che la circonda, casomai ci fosse qualche innocente che ha ingannato.» ma dal tono pare dubitarne: «Dovevo parlarle. Doveva sapere che avrebbe saldato il conto e che le sue azioni non passano inosservate. Non può agire come le pare e piace, né lei, né nessuno della sua specie.» indurisce lo sguardo. «Io credo che tu sia in grado di cercare di capire cosa succede lì dentro: se ci sono altri come te, potresti... Avvicinarti, sino a quando saprai perché stanno accanto alla figlia di un Diavolo che ha sventrato sua madre per venire al mondo.» prosegue con voce più morbida: «Io volevo sapere, comunque, a cosa andavi incontro.» butta fuori le parole con l'aria: «Non perché abbia poca fiducia, ma... Tu pure vuoi sapere cosa aspetta me.» fa una pausa: «Ero sola. Il locale era aperto, se avesse provato a uccidermi, l'avrei trapassata con i miei pugnali: è inesperta, risvegliata da poco e lo sa bene.» termina senza pensarci troppo. In teoria, sarebbe andata così ma la Fortuna è mutevole. «Io so che tu puoi fare cose straordinarie, Nathaniel Hunt, perché hai già salvato il mondo e quindi, goditi questa giornata e pensa che presto ne avremo altre.» aggiunge accostandosi a lui per baciarlo. 
This is my prayer for you
There for you, ever true
Each, every day for you
In everything you do.
And when you come to me
And hold me close to you
I bless you
And you bless me, too.

martedì 15 luglio 2014

Happy

Ha salvato l'Universo dal Caos, ancor prima di conoscere l'identità della ragazza aggredita a Tremè, s'era interessato a lei con la premura sincera di chi ha la Legge della Giustizia scritta nel cuore e con il coraggio semplice, deciso degli onesti ha combattuto e ha vinto.
Nathaniel Hunt avrebbe potuto chiedere qualsiasi cosa, avrebbe potuto cambiare la sua vita sino a renderla perfetta, non adombrata dai ricordi spiacevoli che il dono comporta ma lui desiderava restare al mio fianco.
Pandora ha spalancato un mondo davanti ai suoi occhi e Nathaniel si è voltato a cercarmi, ad assicurarsi che fossi con lui.
Dove altro potevo essere?
Non potrei allontanarmi dall'uomo che mi insegnato ad amare, a sentire un altro essere vivente senza l'ausilio dell'empatia, ma conoscendone gradualmente l'indole, imparando a leggerne lo sguardo, a studiarne i movimenti così che qualsiasi cosa di lui mi sia chiara, mi sia cara.
È un'anima così nobile, la sua, aperta al prossimo eppure segnata dalla diffidenza che trova l'energia per imporsi, per scegliere senza lasciarsi trascinare dagli eventi.
L'amore che ho in me non è un sentimento irrazionale, perché so perfettamente da cosa è alimentato, perché mi fido ciecamente del suo giudizio, delle sue azioni, delle sue capacità, perché lo ammiro per la costanza nel cercare le sue figlie, per la sensibilità e per la pazienza che mi riserva, perché accetta chi sono, perché non vuole che io sia diversa o finga di volerlo essere.
Se non l'avessi incontrato, se non mi avesse notato, non avrei imparato ad appoggiarmi a qualcuno, non avrei compreso di poter essere più di un'aggiunta fatta in fretta e furia, ma avrei proseguito a restare in un angolo ad attendere d'essere chiamata, di essere richiesta, di essere grata per l'attenzione concessami.
Lionel ha sempre creduto che sbagliassi in questo, che avessi i medesimi diritti degli altri che fossero Nephilim, Lycans, Hunters però io gli raccontavo di come avessi guadagnato l'affetto di papà con la modestia.
«No, lui ti voleva bene perché hai un buon carattere, una volontà di ferro con una testa conseguentemente dura.» ha sempre sorriso orgoglioso nel dirlo: «Perché eri una bambina innocente che lui ha cresciuto sino a che non è diventata una donna intraprendente e concilliante al tempo stesso. Amarti è semplice, quasi naturale e sei l'unica a non vederlo. »
C'era della verità nelle sue parole, non l'ho mai negato ma la sensazione di dovermi sdebitare per l'amore ricevuto mi ha seguita dalla nascita, sino a quando Nathaniel non si è innamorato di Nihael, l'erede di Haniel, sino a quando non ha chiesto a Pandora di legarsi alla mia sorte, di essere il mio compagno.
È così che lui, Nathaniel Hunt, mi ha mostrato un modo di amare senza paura, senza l'ansia della perdita.
Per la prima volta in cento anni, sono felice.